Oltre il referendum, ora serve una forza centrista e di governo

Il risultato del referendum è chiaro. Netto. E inequivoco. Hanno stravinto i magistrati, l’ANM, la sinistra radicale, la sinistra populista, la sinistra massimalista e la sinistra estremista. È inutile girarci attorno. E sarebbe anche moralmente e intellettualmente scorretto e disonesto sostenere il contrario. Certo, e al contempo, ci sono alcune costanti politiche che emergono, con altrettanta chiarezza dopo questa consultazione.

Innanzitutto hanno stravinto i magistrati. Va riconosciuto. Politicizzati o meno che siano sono loro i grandi e veri vincitori di questa consultazione referendaria. E saranno proprio i magistrati, o meglio l’ANM, che d’ora in poi probabilmente detteranno l’agenda politica e programmatica al nostro paese.

In secondo luogo è la grande vittoria politica della sinistra radicale, massimalista ed estremista. Anche su questo versante è inutile girarci attorno. Non ha vinto il centro sinistra - anche perchè le forze di centro sostenevano il Sì al referendum - ma ha trionfato la sinistra radicale. Nelle sue varie espressioni: e cioè, la sinistra politica, sindacale, televisiva, accademica, artistica ed intellettuale. E, su questo versante, hanno vinto i leader della sinistra estremista e radicale. Ovvero, Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli, Salis e soprattutto Landini. È un dato di fatto, si potrebbe dire quasi oggettivo.

In terzo luogo il centro destra ne esce letteralmente sconfitto, anche se ha mantenuto i voti delle elezioni politiche del 2022. E la sconfitta non è soltanto della Premier ma di tutta la coalizione di centro destra. Nessuno escluso. E questo, come ovvio, segna il futuro e il cammino della sinistra italiana che è destinata, forse, a caratterizzare anche le future consultazioni elettorali.

In quarto luogo può anche darsi che, d’ora in poi, decolli quella “via giudiziaria al potere” che, del resto, è stata una delle vie storicamente più gettonate della sinistra italiana del passato. Una “via giudiziaria al potere”che adesso, è inutile negarlo, sarebbe anche suffragata dal consenso popolare.

Inoltre, ma non per ordine di importanza, d’ora in poi la radicalizzazione della lotta politica diventerà la regola del confronto politico e parlamentare. Una radicalizzazione che inesorabilmente, e com’è sempre stato del resto, porterà a premiare le cosiddette “estreme” del sistema politico italiano a danno di tutte le forze centriste, moderate e riformiste.

In ultimo, ed è uno degli aspetti più importanti ed anche più avvincenti, si rafforza in un contesto del genere la concreta possibilità di dar vita ad un polo centrista, moderato e riformista che mal si concilia con le forze estremiste e radicali e che può rappresentare una speranza democratica, liberale e costituzionale in una cornice dove non mancheranno colpi di qualsiasi genere per distruggere definitivamente ed irreversibilmente il nemico giurato ed implacabile. Un progetto, questo, che si può imporre e rafforzare e a maggior ragione proprio dopo questo risultato referendario. Un progetto centrista e di governo che non può non decollare dopo questo risultato a valanga ottenuto, va riconosciuto con onestà ancora una volta, dai magistrati, dall’ANM, dalla sinistra radicale e massimalista del nostro paese.

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