We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close
Aa Aa Aa
- A +

La legge è uguale per tutti anche grazie a Borrelli

1 0 0
21.07.2019

Nelle aule dei tribunali campeggia la scritta “La legge è uguale per tutti”. Una volta questa scritta faceva ridere, tanto che tutti i cabarettisti avevano sempre in canna almeno un paio di battute. Perché? Perché il diritto e chi lo amministra avevano giustificato - nei secoli - misfatti e sfruttamento. Impossibile quindi che fossero “amati”, soprattutto dai meno uguali. Impossibile che quella scritta potesse sembrare verosimile. Le cose cambiano nei primi anni Novanta, con le indagini milanesi di Tangentopoli ( cui si affianca Mafiopoli a Palermo). Un inedito sviluppo di processi per corruzione e per reati di mafia che coinvolge anche imputati eccellenti prima quasi sempre “risparmiati”. La diffidenza della gente comincia ad intrecciarsi con sentimenti di fiducia nella giustizia e nei giudici (talora persino sopra misura, con toni da tifo calcistico...).

In questa stagione un ruolo centrale di decisiva importanza ebbe Francesco Saverio Borelli, Procuratore capo di Milano, direttore d’orchestra di un pool anticorruzione affiatatissimo, formato da Gerardo........

© HuffPost