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La vite, da sempre nella Città Eterna

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Che Roma sia storicamente una città votata alla viticoltura lo dimostrano non tanto l’esser sorta su sette colli, ma anche i tanti nomi che lo ricordano: Vigna Clara, via di Vigna Murata, Vigna di Valle, via della Vite, solo per citare alcuni esempi. Sono molti i vigneti e le cantine che si trovano dentro l’area urbana della capitale, come la Società Agricola Mita, una piccola produzione nel sesto municipio di Roma (quello che comprende Tor Bella Monaca e Borghesiana) incastrata tra Poli e Gallicano nel Lazio, nell’area di Borgo San Vittorino.

Questa piccola realtà è stata recentemente insignita del Premio di miglior piccolo produttore nella guida ai Migliori Vini di Luca Maroni. Vinicio Mita, questo il nome del viticoltore, ha una produzione media di 4000 bottiglie, due i vitigni prescelti: il merlot con cui realizza due linee, Il Numae, che fa solo acciaio e il Numae Assoluto che ha un passaggio in legno, e il montepulciano con cui realizza, in purezza anch’esso, un rosato.

«È stata una grossa sorpresa per noi. Chiaramente cerchiamo di fare le cose bene e con passione – ci racconta - però risultare sull'annuario come migliore tra le piccole realtà a livello nazionale, è stata veramente una grossa soddisfazione».

«Vengo da una famiglia di contadini, i miei nonni erano tutti e due contadini. Mio nonno paterno era viticoltore e aveva questo terreno di circa due ettari in cui lui coltivava sette filari lunghi 230 metri e tra un filare e l'altro aveva le sue colture contadine, granturco, grano, tutto quello che può servire per una famiglia che vive di terra, di coltivazione. Per me è stata una grande felicità ereditare questo terreno, però ho ristrutturato tutto. Nel 2001 ho cominciato questa attività e ho fatto le cose secondo un criterio diverso rispetto a quello che faceva il mio povero nonno».

I meriti di Vinicio Mita non si esauriscono nell’aver trasformato la piccola realtà agricola dei suoi nonni, molto deve alla sua passione per la botanica, che ha coltivato facendo il custode dell’Orto Botanico di Roma per 31 anni. E alla fine è riuscito ad unire le due passioni proprio grazie all’incontro con Luca Maroni, con il quale ha dato vita ad un vigneto di viti storiche al suo interno. In Italia infatti, esistono oltre 400 vitigni differenti, la varietà più numerosa del pianeta: «Il vigneto è nato per riportare la vite al centro di Roma, perché Roma è la città delle viti, sono sempre state presenti in tutto il territorio, soprattutto nell’area di Trastevere e Monteverde. Il vigneto si chiama Vigneto Italia, è su un territorio di 120 metri quadrati all’interno dell’Orto botanico e ospita 325 viti. La particolarità è che 170 sono diverse, 155 sono italiane, in rappresentanza di tutte le regioni della nostra penisola e 15 sono internazionali».

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