Le devastazioni dei No-Tav e la guerriglia ibrida che punta al cuore delle democrazie
La gravità di quello che nei giorni passati è avvenuto a Bologna e, ancor di più, dopo, in Val di Susa, non solo sul terreno dell’ordine pubblico ma piuttosto sulla tenuta dell’assetto democratico del Paese, è stata tale che, pur nel clamore delle polemiche frontali tra gli opposti schieramenti, essa non è stata colta in tutta la sua profondità. A Bologna, come immediata conseguenza di un episodio gravissimo quale la morte di Fakir - le cui cause e responsabilità però tuttora sono ben lungi dall’essere accertate - il sindaco Lepore ha convocato nello spazio di poche ore una manifestazione il cui significato non poteva essere che di straordinaria unilateralità: la condanna della “polizia assassina”, quale è stata proclamata a gran voce dai partecipanti “normali” alla manifestazione, a cui ha fatto subito seguito una nottata di guerriglia urbana scatenata dai manifestanti “guerriglieri” che ha messo a soqquadro la città e che è stata caratterizzata da un altro elemento assai inquietante: per evitare conseguenze ancora più disastrose, vista l’aggressività di manifestanti che erano dei militanti della guerriglia urbana, le forze dell’ordine, sulla base di evidenti indicazioni dell’autorità politica, nella sostanza hanno assunto un atteggiamento passivo, divenendo dei paradossali pungiball degli aggressori con una unica tutela degli scudi e del ricorso agli idranti.
Risultato: da un lato larghe devastazioni dell’arredo urbano, 64 poliziotti feriti, nessun arresto né immediato né successivo. In sostanza, i guerriglieri hanno agito in condizioni di assoluta impunità. A nostro avviso, il sindaco Lepore si è mosso con assoluta lucidità, non è stato affatto colto di sorpresa dai violenti, ma anzi ha voluto offrire un contesto complessivo nel quale “pacifici” e violenti potessero entrambi muoversi come pesci nell’acqua. Le inevitabili dichiarazioni di dissenso rispetto ai violenti non pregiudicano futuri rapporti di tipo politico e specialmente elettorale.
Per intenderci, l’obiettivo del sindaco Lepore è la ripetizione, in un contesto........
