Israele, Hamas e Gaza: una vicenda che richiede alcune riflessioni
Paradossalmente, a mio avviso, Netanyahu avrebbe dovuto essere duramente condannato per quello che ha fatto o non fatto prima del 7 ottobre: quello che ha fatto dopo è stata spesso una conseguenza inevitabile, talora estrema dell’errore iniziale. Infatti almeno per i 2 anni che hanno preceduto il 7 ottobre 2023, Netanyahu non solo non ha sparato un colpo contro Hamas, ma ha creduto quasi ciecamente all’operazione di dissimulazione posta in essere da Hamas che gli ha fatto credere che il suo era più un terrorismo esistito e declamato che non un terrorismo praticato: al gruppo dirigente di Hamas andava bene una situazione nella quale Netanyahu, in cambio di una loro linea puramente propagandistica gli lasciava pervenire i copiosi finanziamenti dal Qatar.
L’interesse comune di Netanyahu e di Hamas era quello di mettere in scacco l’autorità palestinese, escludendo così ogni possibilità di attuazione del progetto di “due popoli e due Stati” da entrambi condannato. Invece per parte sua Hamas, nel corso di quei due anni, ha preparato la strage anche con esercitazioni di vario tipo, compresi i voli degli alianti, tutte cose che però venivano presentate come esibizioni muscolari e propagandistiche. Gli allarmi lanciati da analisti indipendenti e anche da settori militari (comprese le ragazze che stavano nei centri di........
