Stop ai social nel Regno Unito sotto i 16 anni, l'Italia che aspetta? |
Stranezze di questo bello, ma a volte assurdo, Paese. Quando si tratta di recepire modelli educativi discutibili, da almeno mezzo secolo siamo sempre in prima linea e pronti a copiare, anche acriticamente, ogni “americanata” che ci viene propinata dal guru di turno. Quando invece qualcuno ha una buona idea, siamo incomprensibilmente restii a prendere esempio. Come dirigenti scolastici - responsabili di istituti che ogni giorno educano e formano milioni di bambini, alunni e studenti dai 3 ai 19 anni e oltre - non possiamo fare a meno di plaudere alla notizia che il governo britannico, con una decisione tanto coraggiosa quanto necessaria, ha deciso di vietare l’uso dei social agli infrasedicenni.
E qui cosa si aspetta? Perché le buone riforme si impantanano regolarmente in paludi di se, ma, dubbi, tentennamenti e perplessità che invece magicamente sembrano sparire quando si tratta di varare provvedimenti ben più inutili (se non dannosi)? Di quali altri studi, dati, ricerche, osservazioni empiriche e prove scientifiche c’è bisogno per giustificare anche da noi uno stop sacrosanto prima che sia definitivamente troppo tardi?
Ormai nella scuola non esiste........