Il cinema a volte ci ricorda che la psiche non è solo cervello

Ci sono film che si guardano. E poi ci sono film che cambiano il modo in cui guardiamo il mondo. Per me "Qualcuno volò sul nido del cuculo" è stato uno di questi.

Quando vidi per la prima volta il film di Forman ero un giovane studente di Psicologia. Rimasi profondamente colpito. Non era soltanto la forza della storia o la straordinaria interpretazione di Jack Nicholson nel ruolo di McMurphy. Era la sensazione di assistere a qualcosa di più profondo: una rappresentazione potente e inquietante del rapporto tra libertà umana, sofferenza psichica e istituzioni.

Oggi, a cinquant’anni dall’uscita di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” quel film continua a parlarci. E forse, sotto alcuni aspetti, ci parla ancora più di allora.

La ribellione di McMurphy

Il protagonista, Randle McMurphy, arriva in un ospedale psichiatrico fingendosi malato per evitare il carcere. Lì incontra un mondo apparentemente ordinato, regolato, efficiente. Un mondo governato dalla figura glaciale e imperturbabile dell’infermiera Ratched.

Ma dietro quell’ordine si nasconde qualcosa di profondamente problematico: un sistema che sembra più orientato a controllare le........

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