I nomi senza volto: l’aria pesa per Giulio Regeni
Cavilli, notifiche mancate e giurisdizioni impossibili, l’illusione del tempo, credere di poter stemperare la rabbia, consumare la memoria, trasformare una tragedia in un fascicolo archiviato. Non è andata così. La decisione della Consulta prima, e la sentenza della Corte d’Assise di Roma poi, hanno dimostrato che il muro dell’impunità si può scalfire. Ma il verdetto arrivato in questa fine di settembre ci restituisce uno scarto doloroso: la distanza siderale tra la freddezza dei codici e il bisogno di giustizia di un intero Paese.
A dieci anni dal 25 gennaio 2016, dal sequestro al Cairo nei giorni di Piazza Tahrir, e da quel 3 febbraio lungo la statale per Alessandria, un tribunale italiano ha inflitto tre condanne a 10 anni di reclusione per il sequestro di Giulio Regeni.
Eppure la verità è monca, trattenuta. L'assoluzione del generale Tariq Sabir e la mancata contestazione del reato di omicidio agli altri tre imputati dicono tutto su quanto sia difficile, a distanza di un decennio e senza la collaborazione dello Stato egiziano,........
