We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close
Aa Aa Aa
- A +

Il bisogno di libertà è di per sé la più potente delle autocertificazioni

2 0 0
27.04.2020

Abito a Monteverde Vecchio e non capisco bene cosa posso e cosa non posso fare. Oggi vorrei andare in libreria. La libreria in cui posso trovare i libri che mi servono è a Trastevere. Un chilometro e mezzo da casa.

Oppure andare al Parco di Villa Pamphili, un altro chilometro. Posso andarci liberamente, o devo autocertificare la mia esigenza di libri e di parco? Ed è valida come autocertificazione? Oppure debbo mettermi una tuta o una maglietta per fare sport individuale, che è permesso? È sensato permettere la corsa e non una passeggiata salutare?

Capisco benissimo la volontà del governo di non dare, in tempi in cui un bel po’ di gente continua ad ammalarsi e a morire, il segnale di “liberi tutti”, ma bisogna stare molto attenti a non dare segnali contraddittori che mettono nelle mani delle forze dell’ordine la definizione di ciò che è lecito e di ciò che è illecito, e che spingono i cittadini a inventarsi scuse strane per giustificare quello che fanno.

Penso che gli italiani in questi mesi abbiano dato prova di un grande senso di responsabilità. E questo è stato un grande passo avanti nel nostro modo di sentirsi cittadini e solidali. Siamo entrati, dopo anni in cui tutto spingeva verso l’individualismo e la sfiducia nello Stato, in un circuito virtuoso in cui il bisogno di Stato come regolatore dei comportamenti nocivi a sé e agli altri si è accoppiato a un richiamo forte alla responsabilità personale e collettiva.

Occorre fare sì che questo........

© HuffPost


Get it on Google Play