Riflessione Laika |
Ci sono volte in cui lo sfregio è arte. Ci fu, ad esempio un giorno in cui un giovane e scapestrato di nome Robert e di cognome Rauschenberg andò da un saggio di nome Willem e di cognome de Kooning per chiedergli un disegno da cancellare. Il saggio accontentò lo scapestrato donandogli un suo carboncino e oggi "Erased de Kooning Drawing" è conservato al San Francisco Museum of Modern Art e per vederlo si deve pagare il biglietto. Arte che vandalizza l'arte per creare arte. Iperuranio.
C'è anche chi l'arte l'ha creata già vandalizzata, come il giapponese di nome Saburo e di cognome Murakami del gruppo Gutai, che si gettava col corpo dentro le sue opere per crearle distrutte. Un artista che sfregia coscientemente la sua opera come essenza stessa del processo creativo, in un folle dialogo tra scultura e performance. Un volo.
La lista è molto lunga e non può non prevedere quello squarciatore seriale chiamato Lucio di nome e Fontana di cognome. Anche lui le opere le creava già vandalizzate ed è stato un esempio per molte persone del suo presente e del suo futuro, infatti ancora oggi ogni tanto si scopre qualche taglio o qualche buco in più sui suoi quadri, frutto forse di temerari tentativi di partecipare alla grandezza del suo genio.
Sì, perché invece il più delle volte chi sfregia non è un artista come quelli sopra detti.........