Dalla Colombia a Bangkok prove di resilienza climatica

La nuova guerra del Golfo ha scatenato la tempesta perfetta dei mercati, con ricadute socio-culturali profonde: diminuisce il potere di acquisto delle famiglie e quello della fiducia dei consumatori. Insomma, ci siamo ritrovati più poveri e assai preoccupati per il futuro che ci attende. Nuvoloso, a tratti cupo. La prospettiva, dietro l'angolo, è di una crisi che potrebbe richiedere di rimodellare l'economia globale. Su questo problema più di cinquanta Paesi si sono riuniti a Santa Marta, in Colombia, per la prima conferenza internazionale dedicata a tracciare una transizione energetica equa e ordinata, all’indomani della 30esima conferenza delle Nazioni Unite sul clima che si era svolta a Belem, in Brasile, a novembre 2025. Quando l’opposizione di un gruppo di stati aveva bloccato l’inclusione di ogni rifermento all’eliminazione dei combustibili fossili nel documento finale, rimangiandosi così gli impegni presi due anni prima a Cop28.

Assenti alla conferenza i principali paesi produttori di petrolio, come la Russia, l’Arabia Saudita e la Cina che, pur se molto impegnata verso la transizione energetica, resta tra gli stati quello con più emissioni di gas serra. Assente, e non poteva che essere così, il maggiore produttore mondiale di petrolio e gas, gli Usa. La........

© HuffPost