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Draghi lascia a chi viene dopo, più che un'eredità, delle precise consegne

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01.11.2019

Il 31 ottobre, dopo otto anni, Mario Draghi ha lasciato la carica di Presidente della Bce. Lo ha fatto “senza rimpianti”, o almeno così ha detto, in modo sobrio, ricevendo un coro di riconoscimenti e plausi ufficiali, fra i quali quelli del Presidente Sergio Mattarella. Di nemici Draghi non ne ha avuti pochi, ma per il momento hanno per lo più scelto un composto silenzio. D’altro canto, si sa, non si rovinano le feste, soprattutto quando sono d’addio.

A Draghi subentra Christine Lagarde, donna certamente di grande esperienza nel mondo della finanza e della politica mondiali. Infatti dal 2011 ha guidato il Fondo monetario internazionale, avendone assunto il ruolo di direttrice dopo le forzate dimissioni di Dominique Strauss-Kahn a seguito del celebre scandalo sessuale che lo travolse, sospetti complottisti a parte. La domanda è: la Lagarde saprà gestire l’eredità lasciatele da Mario Draghi o cambierà verso alla politica della Bce, dando retta ai falchi del rigore? La risposta non è semplice e molto dipenderà dal corso reale dell’economia mondiale ed europea.

Certamente il lungo passaggio di Draghi a capo della Bce non è stato omeopatico. L’uomo ha marcato il campo con determinazione e ha anche prospettato le mosse che la Bce dovrà fare nei prossimi mesi. Più che un’eredità, Draghi ha lasciato a chi viene dopo di lui delle precise consegne.

Nell’intervento pronunciato lo scorso 11 ottobre all’Università Cattolica di Milano, in occasione del conferimento della Laurea honoris causa in Economia, Draghi aveva, con molta compostezza, difeso la validità del suo percorso in un periodo economico e politico tutt’altro che facile. Aveva detto di essersi ispirato a tre principi di fondo: la conoscenza, il coraggio, l’umiltà. Doti essenziali per dei policy maker com’egli stesso a buon diritto si considera.

Come in altre occasioni si è potuto cogliere nelle sue parole un fondo di disincantata ironia. Troppo grande ed evidente è la distanza tra quei principi, presi uno per uno e ancor più tutti insieme, e........

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