Delfin, quattro anni dopo Del Vecchio la pace tra gli eredi è ancora lontana

Il 27 giugno del 2022 al San Raffaele moriva Leonardo Del Vecchio. E oggi il genio di Agordo, probabilmente, da dove si trova, si starà dando ragione per aver costruito una fortezza dorata tanto inespugnabile da proteggere il sogno della sua vita, come lui stesso definiva EssiLux.

In questi giorni febbrili immaginare la parola fine a questo caos dinastico non è semplice. Anzi, più si avvicina l’assemblea del 30 giugno e più appare evidente quanto la strada verso una ricomposizione sia stretta.

Francesco Milleri, presidente della holding, sta lavorando alacremente dagli Stati Uniti per cercare una soluzione.

Negli ultimi giorni, lo ha anticipato ieri Mf, il cda di Delfin si è diviso sul progetto di riassetto e non ha approvato la lettera di patronage (di garanzia) richiesta dalle banche per concedere il finanziamento destinato a sostenere l’acquisto, da parte di Leonardo Jr dei fratelli Luca e Paola per salire così al 37,5% della holding. Una decisione che riporta la trattativa in alto mare proprio alla vigilia dell'assemblea dei soci chiamata a votare il bilancio e i dividendi.

Fonti del family office di Del Vecchio jr parlano con Radiocor di «delusione e perplessità» davanti a un board diviso e a una famiglia che appare ancora una volta «non unita», aggiungendo che «in queste condizioni una gestione aziendale difficilmente può reggere».

In realtà quella lettera di patronage non rappresentava soltanto uno strumento richiesto dagli istituti finanziatori. Il documento fissava le condizioni alle quali Delfin........

© Corriere delle Alpi