Infrastrutture a Nordest: la consapevolezza di un’emergenza che va oltre gli schieramenti
Correva l’anno di (dis)grazia 1991 quando il governo decise l’attuazione della ferrovia ad alta velocità transpadana, da Torino a Trieste. Nei primi mesi dell’anno venturo inizieranno a essere venduti i primi biglietti sulla nuova linea Tav per la tratta Brescia-Vicenza.
Dinanzi a questi due dati, possiamo soffermarci sul fatto che sono trascorsi 35 anni da una decisione a suo modo storica, possiamo invece osservare che per agganciare il Veneto al resto dell’Italia ferroviaria veloce restano ormai “solo” i cantieri per il segmento Vicenza-Padova (essendo completata invece dal 2006 l’asta Padova-Mestre). Che poi equivale a sostenere che l’Italia (ferroviaria) anche fra dieci anni si fermerà a Mestre, come fosse scritto sulla mappa che oltre hic sunt leones.
In effetti, però, il quadro complessivo del sistema infrastrutturale del Nord Est appare finalmente in movimento. Con tante criticità e tanti nodi da sciogliere, con tante incertezze politiche. Ma con tanti cantieri attivi, grazie in particolare ai fondi straordinari Pnrr che il governo e il ministero guidato da Salvini hanno saputo ricalibrare nel corso degli ultimi anni in funzione di obiettivi e strategie che sono andati mutando. Le opere pubbliche realizzate con il concorso di........
