Violenza economica, la forma invisibile che colpisce le donne
La violenza economica consiste nel controllo delle risorse finanziarie di una donna. Uno strumento di potere e sottomissione, tra le forme meno note di violenza, e di cui si parla troppo poco. Si manifesta nei casi più eclatanti con donne che diventano intestatarie di aziende o beni, destinati il più delle volte al fallimento.
Ma molto più spesso si manifesta attraverso il controllo delle spese, la negazione di autonomia e le minacce. La violenza economica è un fenomeno diffuso, trasversale a tutte le classi sociali. Ma è troppo sommerso. Se ne parla pochissimo. Colpisce in particolare donne con minore autonomia economica, disoccupate, casalinghe, lavoratrici precarie e donne con problemi di salute.
Ora la evidenza del problema emerge dalla corposa relazione sulla violenza economica di genere, depositata in Parlamento dalla commissione parlamentare contro il femminicidio, proprio in questi giorni.
La presidente della Commissione parlamentare sul femminicidio accende i riflettori su un abuso ancora poco riconosciuto: «Diffusissimo e spesso anticamera della violenza fisica». In arrivo proposte di riforma e fondi per la prevenzione
I numeri del problema
Dati Istat e dei centri antiviolenza (CAV e numero 1522) confermano la rilevanza del tema quando si parla di violenza di genere. Istat nel 2025 ha condotto sul tema una indagine: 146.000 donne hanno subito violenza economica dal partner al momento dell’intervista ma ben 1.294.000 l’hanno subita in passato da un ex partner. Tra le donne che vivono relazioni di coppia, l’1,1% (circa 92.000) dichiara di aver subito violenza economica dal partner attuale; la quota sale all’1,3% tra sposate/conviventi.
Il 10,2% delle donne con ex partner riferisce violenza economica da parte dell’ex. Complessivamente, il 6,6% delle donne ha sperimentato almeno una volta nella vita una forma di violenza economica.
Le forme della violenza economica
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