Sossai dopo il trionfo ai David di Donatello: «Il mio cinema ruota intorno alle mie origini» |
Piera Detassis, presidente dell’Accademia del Cinema Italiano, sgrana gli occhi davanti a quella che definisce l’“invasione veneta”, quando sul palco di Cinecittà sale Francesco Sossai con tutta la sua squadra per ritirare il David di Donatello al miglior film, Le città di pianura. È il momento più emozionante di una serata memorabile per il Veneto e il Nord Est.
L’opera seconda del regista bellunese, infatti, conquista ben 8 statuette su 16 candidature: miglior film, regia, produzione, sceneggiatura originale (scritta insieme al pordenonese Adriano Candiago), attore protagonista (Sergio Romano), montaggio (Paolo Cottignola), casting (ancora Candiago) e canzone originale (Krano). Un traguardo impensabile per questo “road movie” alcolico che, dalla première di Cannes, ha lentamente conquistato il pubblico, imponendo all’attenzione del cinema italiano un autore con una chiara e personalissima visione.
Il vero vincitore della competizione è Francesco Sossai. Il giorno dopo il trionfo, il suo telefono è bollente.
L’“on the road” veneto del regista bellunese domina la 71ª edizione dei David di Donatello: miglior film, regia, sceneggiatura e attore protagonista tra i premi conquistati. Quattro statuette anche per “Primavera” di Michieletto. Una notte storica per il cinema del........