Destro: «Stiamo vivendo uno choc energetico e logistico senza precedenti» |
«Avere contemporaneamente criticità su Hormuz e Suez è qualcosa che non si è mai verificato in questi termini nella storia recente». Parte da qui l’analisi di Leopoldo Destro, amministratore delegato di Aristoncavi e delegato del presidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del turismo, sulle conseguenze delle crisi in Medio Oriente e sulle conseguenze sul tessuto economico italiano e del Nord Est.
Partiamo dal quadro generale: cosa sta succedendo alle rotte commerciali globali?
«Siamo di fronte a una situazione estremamente critica. Alcuni snodi fondamentali come lo stretto di Hormuz e il Canale di Suez sono diventati insicuri. E questo basta per produrre effetti pesanti. Il rischio è tale da portare a deviazioni strutturali delle rotte. Circumnavigare il Capo di Buona Speranza comporta un allungamento dei tempi di circa 12 giorni sulle tratte tra Indo-Pacifico ed Europa».
Quali sono le conseguenze immediate per il sistema logistico?
«Le conseguenze sono doppie. Da un lato abbiamo navi ferme nell’area mediorientale, con migliaia di marittimi a bordo e grandi quantità di merci bloccate. Dall’altro, le rotte più lunghe riducono la disponibilità complessiva della flotta. Oggi stimiamo una riduzione della capacità tra il 17% e il 18%. Questo si traduce in tempi più lunghi e costi più alti» .
Quanto stanno aumentando i costi?
«Stanno subendo un forte shock. I trasportatori stanno applicando diverse tipologie di surcharge: legate alla sicurezza, al carburante e all’incertezza dello scenario. A questo si........