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Stefani e Fedriga rilanciano: «Ora c’è una questione settentrionale»

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25.03.2026

L’esito referendario restituisce all’immaginario leghista l’istantanea di un Paese intimamente centralista e conservatore, lesto a beneficiare del traino nordista ma ostile alle esigenze di discontinuità espresse in primis da Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, le regioni dove ha prevalso il Sì. Una lettura che oppone l’energia d’impresa alla giungla statalista, l’identità al globalismo, la volontà popolare ai diktat del Palazzo.

Non priva però di accenni autocritici, riguardanti sia la campagna condotta a sostegno della riforma che l’urgenza di rilanciare l’azione riformatrice del centrodestra. Al riguardo, l’orientamento dei governatori privilegia l’impegno sul versante federalista. «Credo che Roma non possa fingere di non rendersi conto del Nord, vedo che invece ci sono tanti tentativi di crearci difficoltà che sarebbero contrarie all’interesse del Paese e dello stesso governo», commenta il lombardo Attilio Fontana, incline a escludere i rischi di stop al percorso dell’autonomia differenziata: «Semmai confido in........

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