Berton: «Richiamare i giovani per essere competitivi»
«Oggi la competitività non si misura solo con il Pil o con l'export. Si misura anche dalla capacità di trattenere e attrarre persone, anche per garantire i servizi di base come scuola, sanità e sicurezza». Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, pensa che sia questa la vera sfida che il territorio ha davanti per i prossimi anni. Un tema che colpisce tutto il Nordest, e che infatti è stato al centro del dibattito aperto nelle ultime settimane con gli imprenditori, ma che è ancora più allarmante per i territori montani.
Quale può essere la ricetta per contrastarlo?
«Belluno vive un problema che riguarda tutto il Paese, ma che in un territorio montano assume dimensioni ancora più rilevanti. L'Italia ha perso oltre mezzo milione di giovani in poco più di dieci anni e non stiamo parlando di una fuga indistinta. Quasi un giovane emigrato veneto su due è laureato. Significa che se ne va la parte più qualificata del nostro capitale umano, proprio mentre le imprese cercano tecnici, operai specializzati e figure ad alta professionalità. È un paradosso che non possiamo permetterci. Dobbiamo rendere Belluno, un territorio attrattivo, non soltanto un territorio produttivo. Servono lavoro di qualità, servizi, abitazioni, collegamenti efficienti, formazione e opportunità di crescita professionale. I giovani scelgono un luogo se lì vedono la possibilità di costruire un futuro».
Sei anni fa è stata aperta la sede della Luiss Business School: che ruolo sta avendo in questo?
«In questo senso la Luiss Business School, insieme alle altre iniziative di alta formazione che stiamo progettando, rappresenta un........
