Giornata Mondiale della Poesia, voci dal Veneto per celebrare il 21 marzo |
Il 21 marzo si celebra la Giornata mondiale della Poesia, istituita dall'Unesco nel 1999 per promuovere la lettura, la scrittura e l'insegnamento del genere poetico come forma d'arte essenziale e come strumento di dialogo e di comprensione tra culture.
La poesia è arte e bellezza, emozione, forma di espressione, musica di parole. E ha la capacità di dare voce ai sentimenti più personali, intimi, anche i più difficili da descrivere. Ed è per questo che tutti, prima o poi, ci siamo misurati con la poesia, scoprendoci sorpresi da versi che esprimono sensazioni alle quali non riuscivamo a dare forma. O misurandoci direttamente con la composizione.
Tutti – o quasi tutti – abbiamo una poesia nel cassetto, in un diario, nelle note del telefono o in una cartella del computer.
Abbiamo chiesto ai protagonisti del mondo della cultura del Veneto – artisti di ogni tipo: musicisti, registi, attori, scrittori, poeti, pittori, scultori, autori, divulgatori, blogger, cantautori – di condividerle con noi, regalandoci una poesia a loro cara, o nuova, o anche già pubblicata ma particolarmente importante.
Ne abbiamo fatto una raccolta con la quale vogliamo celebrare questa ricorrenza, che è anche primo giorno di primavera. Una pagina piena di bellezza da leggere un po' per volta, con la lentezza che è il tempo della poesia, quello necessario per stupirsi e farsi emozionare.
Le poesie che troverete qui sotto
Artuso Mirko (drammaturgo, regista e attore) Bertolini Gloria Aura (autrice e conduttrice) Bizzarro Ricky (cantante) Boccignone Federico (editore) Boschiero Erica (cantautrice) Brandes Federica Ruth (giornalista, saggista) Cendron Alex (attore) Cittadini Lorenzo (cantautore e scrittore) Cordova Giovanna (drammaturga e regista) Curto Irene (regista e attrice) Fainello Edoardo (drammaturgo, regista e attore) Frene Giovanna (poetessa) Gallini Giuliano (scrittore) Girardello Fabio (scrittore, poeta e divulgatore letterario) Leo Angelica (attrice) Manfio Sergio (autore e regista teatrale) Mazzoccato Gian Domenico (latinista, poeta e scrittore) Mirandola Vasco (scrittore, poeta, attore) Moldi Ravenna Cristiana (poetessa) Morelli Maria Pia (scrittrice)
Alessandro Padovani (regista e sceneggiatore) Pastega Giovanna (giornalista e poetessa) Perissinotto Pablo (cantautore)
Roveran Maria (cantautrice e attrice) Ruffilli Paolo (poeta e scrittore) Stefanato Davide (attore) Trabucco Marco (musicista) Vettori Davide (cantautore) Viola Roberta (blogger e autrice di racconti) Zannier Alessandro (musicista e cantautore)
C’è un silenzio che sa di polvere, prima.
Un silenzio che sta lì, tra le quinte,
come una madre che aspetta il ritorno del figlio
sulla porta di casa, a sera.
Fare teatro non è dire parole,
È quel gesto di rimboccarsi le maniche
perché la memoria è un sacco di farina:
se non lo porti bene sulla schiena,
Le tavole del palco, vedi,
hanno fame di passi veri.
Non vogliono tacchi lucidi o passi leggeri,
vogliono lo scricchiolio delle scarpe di chi ha camminato,
di chi sa cosa vuol dire il sudore che brucia negli occhi.
Noi siamo qui, a metà strada
tra la luce del palco che scalda la nuca
e il buio della sala che respira piano.
Siamo come osti che versano vino buono
in bicchieri che non c’erano,
raccontando storie per far stare insieme la gente,
perché nessuno torni a casa con il freddo dentro.
È un mestiere di pazienza, questo.
Si accende, si spegne.
E alla fine, quello che resta
non è l’applauso che rimbomba,
ma quel filo d’aria che vibra ancora
quando l’ultimo spettatore ha chiuso la porta
e tu resti lì, con le mani sporche di vita,
a ringraziare il legno.
*Mirko Artuso, drammaturgo regista e attore, ultimo film a cui ha partecipato "Testa o croce?" Andato a Locarno e a Cannes
Ti guardo dormire / Alla mia donna
di Gian Domenico Mazzocato
Ugualmente metti in ordine il mio cuore,
come di silenziose maree.
“Io non sogno mai”, dici.
Hai profonde verità negli occhi,
e mani lievi e preziose.
E così mi è difficile crederti.
forse non ti torna assopito fluire d’onde.
Una pagina, amor mio,
sulla linea dei tempi
o un passo, se preferisci.
Sicurezze ci doniamo l’un l’altro
e ancora esploriamo orizzonti
Per i ricordi non ci servono cornici.
Ha segreti il tempo, amor mio,
e silenzi che solo noi conosciamo.
Il correre misterioso della sabbia,
la clessidra del giorno dopo giorno.
Non a un solo attimo,
non a uno sguardo rinuncerei,
Nemmeno a quelle che non ci siamo detti,
perché, al calar della notte,
basta il sussurro, ti amo.
L’afrore dei grappoli di sambuco, forse
o merlo beccogiallo in agguato nell’erba
o i teneri steli del bambù
sentinelle al ciglio del sentiero.
O il tuo passo lungo,
sempre un po’ avanti. Ma ti giri,
sorridi luminosa e mi attendi.
ma questo fiorito mattino
Ed è miracolo che travolge.
*Gian Domenico Mazzocato, latinista, poeta e scrittore (ha curato anche varie pubblicazioni uscite con i quotidiani Nem, l ultima sul latino tascabile)
di Pablo Perissinotto
Ci vediamo alla corte dei sogni
Tutti i bisogni a voi lascerò
Magari tra un paio d’anni
Ci vediamo laddove gli inganni
sono una solida verità
Su un cortile ad appendere panni
Per dietro nascondere fragilità
Ci vediamo appena avrò tempo
e se il momento lo permetterà
Metto in carica una passione
Prendermi cura dell’anima
Un’arma puntata alla tempia
un po’ di pazienza e Dio perdonerà
Me ne vado con qualche difetto
in tasca un progetto di libertà
Girotondo in compagnia
Scendo al volo e vado via
Guarda che non sono così fragile
Su un foglio una poesia
Carta canta una canzone
Ora sono io l’aquilone
Ci vediamo e se avanza del tempo
Che tutto sarà come sempre
Stagioni che passano in fretta
Quella staffetta non si fermerà
Un salto nel vuoto mi aspetta
* Pablo Perissinotto, cantautore
Filastrocca Agata Allegra Mucci
E fu così che una mattina arrivò una cinesina. Ma chi è quella bambina che esitante si avvicina?
“La tua nuova sorellina!”, gridò Mucci alla cugina scorrazzando a perdifiato con il gatto in mezzo al prato.
“Eccola! Agata, dai, andiamole incontro e con un sorriso mettiamola al centro”.
Evviva! Allegra, la persona tanto desiderata, finalmente era arrivata!
“Su, forza ragazzi! Che speciale accadimento! Celebriamo questo gioioso momento realizzando un mega ricevimento”.
Siii! Nonni, zii e amici vari con uno slancio senza pari avevan accolto l’incombenza con enorme diligenza.
“Accoglienza”, si era detto, perché al suo ingresso fosse tutto straordinariamente perfetto. Anche Pranto, Artù e Ginger avevano agito di concerto mentre fuori all’aperto Tippi e Montecristo sorvegliavano l’evento.
Papà Edo e mamma Bea già partiti per la Cina un mese prima, si erano dati un gran daffare per rientrare con quel clima.
Il comitato di accoglienza, organizzato in loro assenza, nonostante l’efficienza rischiava adesso di perder la pazienza: non vedeva l’ora di fare la sua conoscenza!
La brigata di bestiole saltellando tra le aiuole, ben contenta di capire la faccenda in divenire, si chiedeva con rovello se lei fosse un nuovo anello di quella banda di curiosi e birbanti spiritosi.
Benvenuta, Allegra, in questa famiglia che, anche se non ti somiglia, non se ne fà poi una meraviglia!
Hai alle spalle un lungo viaggio affrontato con coraggio. Fidati, Allegra, noi ti vogliamo! Lasciati andare, fatti abbracciare! Sul nostro amore tu puoi contare e noi con te siamo pronti a giocare.
Allora senza titubanza spalanca i tuoi neri occhietti alla speranza di un futuro migliore che avanza... quasi fosse una vacanza! Libera il tuo cuore dalle ombre di un passato a fatica cancellato e accogli felice il cambiamento accelerato che sembrava insperato, perché il tuo volo è appena cominciato.
* Maria Pia Morelli, scrittrice per ragazzi, creatrice del personaggio Agata Allegra
di Gloria Aura Bertolini
chissà dove andranno;
Mari e monti scavalcheranno,
pericoli grossi correranno,
*Gloria Aura Bertolini, autrice e conduttrice televisiva Rai
Le rondini è la prima poesia che scrisse da bambina
Ascolto inconsapevole nel sonno
la pioggia che gorgoglia
scrosciando giù per le grondaie,
dure raffiche improvvise
contro la parete della stanza
mentre, sognando, ansimo e sospiro
per la voglia infine di fuggire
al cupo turbine ventoso
che si immagina e si sente
e al cupo conto dei morti che
la vita ci riserva indifferente
spesso e volentieri senza riposo.
* Paolo Ruffilli, scrittore e poeta
La poesia del cavallo bianco
Stavo per dirti ti amo
ma proprio in quel momento
di nuovo stavo per dirti ti amo
ma abbiamo incontrato Roberta
che ci ha raccontato di Sandra
che è caduta e si è rotta l'anca
e ora è in una clinica
lo tiene una dog sitter
e ancora stavo per dirti ti amo
quando all'improvviso
è apparso un cavallo bianco
subito ha aperto due grandi ali
abbiamo volato per la città
-se lo sapevo mi portavo un golfino-
* Vasco Mirandola, scrittore, poeta e attore, il suo ultimo film è "La grazia" di Paolo Sorrentino
di Cristiana Moldi Ravenna
* Cristiana Moldi Ravenna risiede a Venezia, si occupa di poesia e prosa dalla fine degli anni '70. Ha numerose raccolte pubblicate da Supernova, Aletti, Arsenale Editrice
Non chiudete gli scuri, sognatori.
alle vostre intrepide giornate.
i volti del tempo passato.
curiosi e impolverati
in ogni cassetto di casa
negli angoli della cantina
sotto gli interdetti della memoria.
Quando trovavo un giorno o un’ora o un lampo
e stringevo con forza tra le mani
quelle immagini ritornate
e redente dalla paura.
Non erano altro che rami spezzati,
e sottili, ingiallite
ma intrecciando con scrupolo e pazienza
il loro desiderio d’infinito
(non ho mai trascurato un solo giorno
della mia scellerata malattia)
mi sono avvolta in un panno indulgente
convinta che potesse difendermi
nell’ora più crudele.
Ma adesso so che anche questo lavoro
il gelo mi ha preso le gambe,
sale inesorabile al cuore.
La mente si confonde. Grida.
* Giuliano Gallini è nato a Ferrara e vive a Padova e Venezia. È stato per trent’anni dirigente di una delle maggiori aziende di servizi italiane. Ha pubblicato nel 2017 "Il confine di Giulia", nel 2018 "Il secondo ritorno" e nel 2020 "Storia di Anna", tutti editi da Nutrimenti Edizioni di Roma.
Poesia inedita senza titolo
Essi dicono che è facile e tu lavi per intero la tua dimora;
essi esprimono la facilità del dire e la tua dimora nettamente inferiore
si disloca in due posti consanguinei: questo che
dipende dal bordo ininterrotto, quello
che dipenderà dall’interruzione.
Anche se arcigno, inesplicabile, e sbiancato,
come l’essere non di nessuno: ha avuto
un inizio singolare e nient’altro avrebbe
potuto fare lo stesso, disgregandosi
* Giovanna Frene è nata ad Asolo, poetessa, è stata finalista allo Strega poesia nel 2024 con "Eredità ed Estinzione" edito da Donzelli.
di Ottodix - Alessandro Zannier
ancora luce si vedrà,
l’idea di luce stessa
l’universo non brilla,
tra le onde magnetiche.
non ha luce né colore,
solo flussi di segnale
di materia fredda, siderale.
e le sinfonie di Bach,
e il cervello scopra che si sta
ogni senso più senso non ha,
ma un buco nero ci riunirà,
che finisce il tuo segnale,
alla meta primordiale
della mente universale
primavere giapponesi.
* Ottodix - Alessandro Zannier è musicista, cantautore elettronico e artista visivo trevigiano (ha partecipato alla Biennale d'Arte)
Ora vai e lasciami sola.
i miei occhi che cercano
di fermare il nostro tempo.
Ora vado e ti lascio solo.
mentre cado alla ricerca
nel vuoto di un amore che grida
senza essere ascoltato.
* Angelica Leo, attrice cadorina per il cinema, la televisione e il teatro. Ha lavorato, tra gli altri, con Gabriele Salvatores, Paolo Genovese, Alessandro Rossetti e Mattia Torre
“Notturno instabile”, o sonata in re minore:
sento il torpore delle dita sull’avorio.
Il faldistorio è lì, in attesa dei tuoi fianchi;
lo sai, mi manchi, ma è passata solo un’ora.
Riattacco allora a ricercare note e accordi,
ma non demordi: ti insinui in ogni mia intenzione.
È una convinzione che accompagna il mio tormento:
ciò che io tento non è frutto di un abbaglio!
Sono un ritaglio di una pagina di un libro:
mi ammalo e vibro come un verso appena scritto;
rimango dritto, ma mi piego se non guardi;
ti dico “È tardi!”, ma vorrei tu non andassi.
Distinguo i passi, la risata, il tuo sbuffare;
“Non te ne andare!”, ma la porta si è richiusa.
Ti chiedo scusa, ora ricordo: sono umano.
Ma mi allontano, il dolore è inarrestabile.
* Edoardo Fainello è drammaturgo, regista e attore teatrale
(di Giovanna Cordova)
L’ora languisce l’aria in questo scampolo d’estate
sotto la prima nebbia
che ancora striscia incerta nei fossi e sui declivi
in una dimensione improbabile
che lascia sospeso il pensiero
in attesa che qualche cosa accada.
Indaghi alla ricerca di qualche cosa che squassi il silenzio.
* Giovanna Cordova drammaturga e regista teatrale
buttate a sproposito?
che fanno rumore nel cuore,
dispensatori di sogni
o se sia rimasta soltanto
una perfida illusione.
* Roberta Viola è blogger e autrice di racconti e libri per l infanzia
di Federico Boccignone
Come filari di vigna appassiti
ignoro da tempo la cura delle mie vene.
Dovrei farne giardini e frutti e non vane pene
ma conosco solo erbacce e detriti e maltenuti confini.
Non so dire il motivo
una volta ne ero il padrone
ora interrogo svogliato i miei tristi contadini.
Certo il tempo può far grandi le piccole azioni
ma poi mi dimentico di quel poco,
perso in altre funzioni.
Inutile riacciuffare il frutto passato,
già marcìta la sua illusione di fiore.
* Federico Boccignone ha fondato a Padova nel 1996 la casa editrice Esedra che dirige
di Federica Ruth Brandes
l’ansia degli abbracci
per non morire vergini
* Francesca Ruth Brandes è nata nel 1964 a Venezia, dove vive. Giornalista, saggista e curatrice d’arte, ha pubblicato una serie di opere che trattano temi ebraici e culturali, oltre a numerose raccolte di poesie. Nel quinto volume di “NORD. I Poeti” (Macabor edizioni), le è stato dedicato un saggio di Marta Celio e un’antologia di testi. Ha inoltre scritto e condotto per Rai Radio3 programmi di attualità culturale
Ci sono amori che durano
un battito di ciglia.
Oh very young, beata te: di quella
estate non ricordi niente.
Io qualche volta mi ti vedo,
minuscolo crostaceo del blu.
la maschera della dea,
le arance dei tuoi piccoli seni.
Finisti in un mazzetto di scintille,
* Fabio Girardello, scrittore, poeta e divulgatore letterario
Son soeo fradeo, soeo come un can
Come ‘na rama scavesada da ‘na sciafa de un temporal
Son soeo fradeo, come na vèa in meso al mar
che speta na stea bona
Son soeo fradeo, come ‘na luna inciodada a vivo
sul petto de ‘na notte d’inverno
come che a fusse l’unica medaja picada da Dio
Mi son come a neve fradeo
bea da vedar ma no da pestar
E come a neve, fradeo
un fià de fià me pol desfar.
* Ricky Bizzarro, voce e leader dei Radiofiera
mi sveglia prima del giorno,
scivola tra le lenzuola
come un ricordo che non vuole restare sogno.
a un tavolino di Lisbona,
dove il tempo è un passo lento
e qualcuno scrive ancora lettere mai spedite.
Scendo tra i miradouros,
con il Tago negli occhi,
luce che trema sull’acqua
come una nostalgia che non sa tacere.
Il tram mi porta via,
tra voci e mani di pescatori,
senza sapere davvero perché.
Stringo la città al petto
come una fotografia sbiadita,
non ricordo il momento,
ma ricordo di averlo amato.
questa strana ferita gentile,
la mancanza di ciò che esiste
mentre ancora lo sto vivendo.
Saudade è una voce bassa,
una mano tesa nel vuoto,
un passo che non trova terra
ma continua a camminare.
È il futuro che manca al presente,
il passato che non si lascia dire,
è luce stanca sui muri
e silenzio che sa di mare.
Non chiede spiegazioni,
e ciò che non saremo mai.
* Lorenzo Cittadini, cantautore e scrittore trevigiano
Assorto non s'accorge
* Marco Trabucco, contrabbassista trevigiano
Porto in grembo me stessa
Porto in grembo me stessa
Ho pioggia nelle tasche
Chi ha dato le spalle al prossimo vento.
Togliamo le sterpi dal campo
Anche se ci fa male la schiena.
Che si tuffano nello stagno,
Senza paura del fango.
Scaliamo la montagna rovesciata
Fino alla città nascosta
* Erica Boschiero, cantautrice
Cammino per devozione
un passo dopo l’altro
così il rito si ripete
di gocce sottili (uguali)
dal soffitto (sopra di me)
Poi ripiego il corpo con cura
e lascio che la sua fragilità
e come un’eco lontana
ciò che mi accade intorno
e come una sposa nuda
davanti allo specchio
*Giovanna Pastega, veneziana, giornalista e poetessa (poesia tratta dalla raccolta "Senza Dio" del 2019)
Io ho fede in Cristo, ma non lo riconosco non so chi sia non l'ho mai visto,
gl' occhi mi tradiscono.
Scendo nelle mie caverne a trovare il piccolo mostro. Trovo le porte, busso. Mamma mia che ribrezzo la pelle verde e l'occhio rosso!
Dentro al mio cuore se ne sta lì, beato, un piccolo mostro.
Ma io lo accudisco! gli porto un pasticcio, gli faccio del tè, gli regalo un disco... e lui adesso ride si alza ed è forte fiero e io lo riverisco.
Il mio piccolo mostro si trasforma in quello che più gradisco
peli all'insù, gioisco.
Tutto questo cosa c'entra con Cristo?
*Irene Curto è regista e attrice teatrale
Desertica, la terra brucia ignobile, e non è facile cogliere il trucco, quale l'espediente per sfuggire. Desertica, il cuore rantola esangue e la pelle trema, bianca, arida e sgualcita. Desertica, il tuo grido è sussurro afono, ormai privo di cavità e penombre, desertica spoglia di riparo. Disciolti gli attimi che furono fiori, sprangate le porte sui giardini rigogliosi. Serrate le finestre ed il cielo limpido, immaginario, fuori - chissà dove. Il grande, immenso vuoto, e non il soffiare dei venti che portano parole, sillabe estranee ed attraenti. Fuori - chissà dove, l'immenso essere, continuo movimento ancestrale. Fuori - chissà dove, il sole intiepidisce pelle ed anima. Desertica, fuori - chissà dove, laggiù la terra non brucia ignobile, e lì fuori molti hanno colto l'inganno. Fuori - chissà dove, il cuore non rantola più, ed il corpo gravido canta sensuale. Desertica, laggiù - chissà dove la terra non brucia ignobile
*Davide Vettori, cantautore elettronico trevigiano già protagonista a The Voice of Italy
Treviso non si mostra, si lascia intuire come una malinconia che non osa dire il proprio nome. Treviso scivola lenta tra i riflessi dell’acqua, dove le case si piegano come pensieri stanchi sul bordo di un ricordo. C’è un silenzio qui, la notte, che non è vuoto, ma catino di voci mai dimenticate: passi leggeri sotto portici antichi, ombre che sanno di ricordo, di nostalgia, di casa. I canali trattengono il cielo come se temessero di perderlo, e ogni ponte è una promessa fragile, un passaggio tra ciò che sei e ciò che non osi diventare. Nei vicoli nascosti respira una bellezza timida, quasi colpevole come un segreto custodito troppo a lungo. E tu, Treviso, non chiedi di essere amata, non implori sguardi: resti lì, sospesa, tra acqua e memoria, come una poesia che pochi leggono davvero ma che, a chi si ferma, spezza piano il cuore.
*Davide Stefanato è attore di teatro e fiction (attualmente sul set di Libera a Trieste, per la seconda stagione nella parte di Fabrizio, cancelliere del Tribunale e confidente di Lunetta Savino)
Un cucchiaio fra le mani la testa bassa e dintorno solo una radio sorda che parla: parla quattro morti tre goal una strage totale otto.
*Sergio Manfio è autore e regista teatrale e di opere d'animazione (direttore creativo del gruppo Alcuni)
Poesia, sei frammenti di suoni, versi, versacci incomprensibili ed elitari, che odio, che odo, che amo, che resti un mistero, che sei, poesia.
*Alex Cendron è attore di teatro, cinema e fiction (ultimo suo film tra i protagonisti di Tempi supplementari su RAI 1 lo scorso gennaio)
di Alessandro Padovani
Una lepre corre veloce Su una distesa arida Di terra e pannocchie tagliate Poco distante vedo un escavatore Con un uomo chinato che controlla Dei paletti sono fissati nel terreno Un cartello dice Che presto inizierà un cantiere Per un nuovo centro commerciale. L'inferno inizia sempre Con un sopralluogo iniziale
*Alessandro Padovani è sceneggiatore e regista (vincitore del premio Solinas 2024)