We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close
Aa Aa Aa
- A +

Ultimo porno a Parigi, il Beverly chiude. Il vecchio gestore: «E’ finita»

4 0 0
24.02.2019

Quando Maurice Laroche rispose all’annuncio, nel 1983, si presentò pieno di speranze al Grand Rex, lo storico cinema art déco sul boulevard Poissonnière ispirato al Radio City Music Hall newyorchese. Maurice però si era sbagliato: il posto da proiezionista non si era liberato al Grand Rex ma nel piccolo cinema a luci rosse della viuzza accanto, il Beverly. Poco male. Maurice accettò l’incarico, poi ha comprato la sala e l’ha fatta vivere per altri 36 anni. Ieri il Beverly ha chiuso le porte. Fine dell’ultimo cinema porno di Parigi.

Entrata

L’entrata in alluminio anodizzato farebbe pensare a una copisteria, se non fosse per la sproporzionata, fiera, insegna luminosa rossa. Sull’altro lato della via c’è un ristorante, al momento thailandese, la cui gestione è cambiata mille volte. Ma davanti, dagli anni Ottanta a oggi, è sempre rimasto solo il Beverly.

Bistrot

Una specie di bistrot di quartiere, che invece di caffè o birre vendeva «delizie profonde», come dice una locandina. Un anacronismo che finora aveva resistito all’era di Internet come una carrozza a cavallo dopo l’avvento delle automobili.

Lolo la benzinaia

Il patron Maurice Laroche è un signore di 75 anni, con i capelli bianchi come quelli dei clienti. Con un sorriso affettuoso accoglie gli attempati e un po’ malconci habitué, qualche coppia di turisti e anche alcuni giovani ammiratori. «Sono venuto apposta da Biarritz, mi può autografare qualche manifesto?», chiede un ventenne. Maurice apre subito una porta minuscola e va a cercare i reperti. Le locandine di «Banana meccanica», «La direttrice senza mutande», «Francesca vedova in estasi», «Le infermiere del piacere», «ed ecco un grande classico, ”Lolo la benzinaia”», esclama. Tutti film in 35 mm del porno anni 70 e 80, che avevano almeno una parvenza di trama e di humor. Ora vende le «pizze» a 15 euro........

© Corriere della Sera