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Ispirò «L’Avversario» di Carrère: il falso medico libero dopo 26 anni

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26.04.2019

«Che coraggio. Ha ingannato e continua a ingannare tutti», dice Emmanuel Crolet, il cognato di Jean-Claude Romand che entro il 28 giugno uscirà dal carcere dopo 26 anni. «Sono nauseato. Penso a mia sorella. Quando lui ha chiesto la libertà condizionata l’ha uccisa una seconda volta. Adesso che la libertà gli è stata concessa, è un altro colpo di mattarello che le sferra sulla testa, per essere sicuro che sia davvero morta, così come i suoi figli e i suoi genitori». Dopo un primo no a febbraio, la Corte di appello di Bourges ha accettato la richiesta dell’uomo condannato all’ergastolo per avere ucciso moglie, due figli e anziani genitori quando la sua lunga e complessa finzione — medico e ricercatore facoltoso, in realtà studi di medicina presto interrotti e disoccupato — era sul punto di essere smascherata.

Condannato all’ergastolo nel 1996, Jean-Claude Romand a 65 anni sarà ospite di un monastero dove dovrà portare un braccialetto elettronico. La sua vicenda è al centro di uno dei più celebri libri di Emmanuel Carrère, L’avversario, e del film con lo stesso titolo dove a interpretare Romand è Daniel Auteuil. La mattina di sabato 9 gennaio 1993 un mondo finisce. Dopo vent’anni di menzogne Romand uccide la moglie Florence Crolet, 37 anni, spaccandole il cranio con un mattarello, al risveglio nella loro bella casa di Prévessin-Moëns alla frontiera franco-svizzera, poco lontano da Ginevra. Fino a quel momento, Romand è considerato un marito e padre amorevole e ricambiato, un grande professionista che sa vivere il successo senza ostentazioni. Un uomo fortunato, come la sua famiglia.

I figli Caroline, 7 anni, e Antoine, 5, non si accorgono di niente, e il padre prepara loro la colazione mentre guardano un cartone animato. «Sapevo, dopo........

© Corriere della Sera