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Incendio a Notre Dame, l’inferno di fuoco non è ancora spento. I 77 minuti che hanno inghiottito la storia

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16.04.2019

Dal nostro corrispondente
PARIGI — Alle 19 e 51 — appena 61 minuti dopo il primo allarme — il momento senza ritorno: la guglia che dal Trecento si inerpicava a 93 metri di altezza si spezza, incandescente dopo oltre ora di fuoco. Crolla. I parigini e i tanti turisti che hanno assistito fino a quel punto in silenzio si lasciano sfuggire un «oh» di incredulità e dolore. È il segno che il dramma sta succedendo davvero, un lamento che esprime dispiacere infinito e quel senso di impotenza che ha fatto pensare a tutti «ma perché non arrivano gli elicotteri? Dove sono i Canadair? Che fanno i pompieri?», quando ancora si sperava che l’incendio potesse essere circoscritto.

Cinquecento vigili del fuoco hanno poi combattuto per tutta la notte per salvare Notre Dame (le fiamme, all’alba, sono «sotto controllo, ma non ancora del tutto domate», secondo il viceministro dell’Interno) ma alle 19 e 51 il mondo intero comprende che sta accadendo l’irreparabile. La cattedrale dei re, della Rivoluzione che ne fece per qualche anno il tempio della Ragione, di Napoleone che si mise da solo in testa la corona di imperatore e di Victor Hugo che ne fissò il mito popolare poi ripreso da Disney, Nostra Signora di Parigi e di tutti gli europei, cattolici e non, rischia di scomparire.

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Notre Dame, i pompieri entrano nella cattedrale: le prime immagini
  • Notre Dame, i pompieri entrano nella cattedrale: le prime immagini
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«Non siamo certi di potere salvare la cattedrale», ammette il viceministro degli Interni Laurent Nuñez, che poco prima ha accompagnato la sindaca Anne Hidalgo e il presidente Emmanuel Macron davanti alla chiesa in fiamme. Il fuoco devasta tre quarti di Notre Dame, poco dopo la guglia — alle 20:07 — è crollato il tetto in legno risalente al tredicesimo secolo, «la foresta» la chiamavano, costruita con le querce tagliate da un bosco di 24 ettari. In 850 anni di esistenza Notre Dame non era mai stata colpita da un incendio; quello che è cominciato intorno alle 18 e 50, in soli 77 minuti, quasi non le lascia scampo. «La prossima ora sarà decisiva», dice uno dei pompieri, a lungo si teme che le fiamme finiranno per divorare tutto. Uno dei vigili del fuoco rimane gravemente ferito, è l’unica vittima di una tragedia che ha colpito l’anima del mondo ma non i corpi.

Poco prima della mezzanotte finalmente arriva l’esito della battaglia: «Il fuoco è diminuito di intensità — dice Nuñez —. Possiamo pensare che la struttura di Notre Dame sia salva, in particolare la torre Nord», quella che a un certo punto sembrava sul punto seguire lo stesso destino della guglia. La cattedrale è devastata, ci vorranno decenni per ricostruirla, ma non è vinta. Come dice il motto di Parigi: «Fluctuat nec mergitur, è sbattuta dalle onde ma non affonda».

«È terribile», dice la sindaca Hidalgo, in un’altra delle notti di angoscia che accompagnano Parigi dal novembre 2015 degli attentati. Stavolta il terrorismo islamico è escluso, la procura di Parigi........

© Corriere della Sera