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Pansa tolse il velo sul sangue dei vinti e arrivò l’anatema della sinistra

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13.01.2020
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13 gennaio 2020 (modifica il 13 gennaio 2020 | 00:19)

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Con la pubblicazione del «Sangue dei vinti» cominciò per Giampaolo Pansa una seconda vita pubblica. Una stagione felice, perché baciata da un successo editoriale enorme, proseguito con una serie di libri dedicati allo stesso argomento, e cioè le uccisioni sommarie dei fascisti anche dopo il 25 aprile, a Liberazione avvenuta. Ma anche una stagione difficile e complicata, perché da quel momento Pansa verrà considerato, da una parte della «sua» sinistra, se non un traditore, un riabilitatore del fascismo, un giornalista che avrebbe scritto un libro per infangare la pagina luminosa della Resistenza e solleticare il rancore dei neofascisti o delle famiglie di soldati o simpatizzanti della Repubbica Sociale.

Pansa aveva già scritto libri sulla........

© Corriere della Sera