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Movida e aperitivo, i diritti a 20 anni

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20.05.2020

E’ come una pentola a pressione, devi togliere il coperchio perché non scoppi tutto. Due mesi di detenzione casalinga, e non appena le manette si sono allentate
la voglia compressa, inarginabile di movida è esplosa senza limiti, da Nord a Sud, in Europa e in America, dovunque. Come se il ritorno alla vita fosse il ritorno alla bottiglietta di birra, o allo spritz, da consumare attaccati, senza mascherina, assembrati, vocianti.

Come se la costrizione al distanziamento potesse essere ricompensata, appena divelte le sbarre che ci hanno tenuti prigionieri, attraverso il rito liberatorio dell’avvicinamento, tutti insieme, i fiati che si mescolano, i corpi senza distanza, l’aiutino dell’alcol per avvicinarsi ancora di più.Il ritorno in piazza è avvenuto spontaneamente, come se un tam tam poco udibile da chi ha più di cinquant’anni avesse chiamato a raccolta i giovani di tutte le città. La movida come simbolo di liberazione. L’avvicinamento come cancellazione della paura. All’inizio qualche volante delle forze dell’ordine faceva ancora da deterrente, i nuovi liberati venivano costretti a........

© Corriere della Sera