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I due partiti psicologici della voglia di vivere contro la paura di morire

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31.05.2020
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31 maggio 2020 (modifica il 31 maggio 2020 | 21:20)

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La frattura psicologica attraversa gli italiani mentre il lockdown finisce, si allentano le restrizioni fin quasi a scomparire, si aprono i confini, la vita fuori prende il sopravvento sulla clausura, la libertà sulla detenzione, il muoversi sullo stare immobili nella reclusione. Una frattura trasversale, che fa a pezzi vecchie divisioni per suggerirne una tutta nuova: il partito della «paura di morire» contro quello dell’incontenibile «voglia di vivere», la sottile nostalgia del tutto chiuso contro la smania del tutto aperto.

Due modelli culturali antagonisti

Sono due psicologie, due modi di reagire alle devastazioni del virus, due mentalità che stanno affiorando mentre le sbarre, una ad una, vengono demolite. Due modelli culturali in cui non c’entra la destra e la sinistra. Forse conta l’anagrafe, visto che la «voglia di vivere» si fa strada soprattutto sui giovani. O forse conta la posizione sociale e lavorativa, con i lavoratori del pubblico impiego, per esempio, per i quali l’apertura non è la condizione indispensabile per uscire dalla disperazione di un........

© Corriere della Sera