We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close
Aa Aa Aa
- A +

Elogio della vita cittadina

2 0 0
20.04.2020
shadow

Stampa

Email

20 aprile 2020 (modifica il 20 aprile 2020 | 22:38)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ora, sempre a caccia di capri espiatori, vogliono mettere sotto accusa la città peccaminosa: troppa umanità assembrata, troppa mescolanza, niente salvifico distanziamento, troppa gente indaffarata, troppa contaminazione. E anche, peccato mortale, troppo commercio. E invece no, la vita cittadina di prima di questa catastrofe era bella proprio per le ragioni che adesso sembrano brutte. La mescolanza, rompendo l’isolamento del villaggio, rende vivi, ti fa imparare un sacco di cose, apre la mente.a contaminazione, prima di essere un tabù epidemiologico, era un arricchimento culturale, una finestra sulle diversità che entrano in contatto (e qualche volta si urtano) e si mischiano, era gente che si incontra e scambia esperienze e sentimenti. Erano cinema, teatri, grandi mostre. Erano le fiere, i mercati, gli affari e infatti nel disegno ideale della città rinascimentali i poli pubblici sono sempre tre: il palazzo del potere politico, quello dell’autorità religiosa e il mercato, le botteghe, la piazza degli scambi. Detestano, con la città una meravigliosa invenzione umana, che i provinciali di tutto il mondo, cioè........

© Corriere della Sera