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Dopo il Coronavirus. Messaggi chiari e lucidità per uscire dalla prigione delle nostre paure

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13.04.2020

Non usciremo mai dalla trincea delle nostre case, se non ce la faremo ad uscire dalla prigione delle nostre paure. Se non riusciremo a smettere di considerare gli altri come un pericolo costante, contro i quali coltiviamo un sentimento ostile, addirittura di fuga. Se ci farà paura l’idea stessa della vicinanza fisica, se non faremo un passo indietro di terrore accorgendoci che la distanza con gli amici, con i figli, con i genitori, con i nonni, con i passanti, con i colleghi, con i clienti appare inferiore a un paio di metri, se continueremo a scambiare sguardi di ansia e di diffidenza che si incrociano sopra le mascherine. Se continueremo a morire di paura, anche se il Covid ci ha risparmiato.

Gli psicologi dicono che non di paura si tratta, ma di angoscia. La paura è un sentimento positivo, indica un pericolo reale e perciò ti salva: non attraversi la strada di corsa per la paura, giustificata, di essere investito; non ti........

© Corriere della Sera