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Checco Zalone, né di destra né di sinistra: libertà senza complessi

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02.01.2020

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2 gennaio 2020 (modifica il 2 gennaio 2020 | 21:11)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ora sono capaci tutti, schiacciati dai numeri impressionanti del botteghino, a magnificare Checco Zalone. Era un po’ più difficile riconoscere la genialità spettacolare di Luca Medici in arte Zalone una decina d’anni fa, quando l’Ancien Régime culturale spocchioso non si fidava affatto di questo fenomeno scurrile e volgare, dozzinale, scorretto, addirittura «qualunquista» come qualche zdanoviano tardivo arrivò a definirlo. Ora è partita la corsa un po’ ridicola all’accaparramento politico di un comico che sovverte ogni regola. E fa ridere molto Zalone, ma anche chi, ammalato di schematismo ideologico, incapace di guardare la realtà delle cose se non sotto la specie degli schieramenti politici, cerca di incasellare Zalone nel mobiletto di destra oppure in quello di sinistra.

Come se ci fosse un dosatore che scorrendo le scene del film che in una sola giornata straccia ogni record di incassi, si metta in cattedra per........

© Corriere della Sera