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«Se Trump perderà, non uscirà di scena: più che Berlusconi è D’Annunzio»

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24.10.2020
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MassimoGaggi

24 ottobre 2020 (modifica il 24 ottobre 2020 | 22:12)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

NEW YORK — «Donald Trump continuerà a dominare la scena politica anche se sconfitto. Soprattutto se perderà per un margine ristretto o contesterà l’esito del voto. Gli scenari possibili sono diversi, comprese esplosioni di violenza se qualche milizia armata della supremazia bianca riterrà di aver avuto una specie di mandato alla ribellione contro il ritorno del vecchio establishment. Ma il dato di fondo è che in questi anni il miliardario divenuto presidente non solo ha raso al suolo con la sua rivoluzione populista il partito repubblicano e la sua ideologia, ma ha cambiato le sensibilità della destra: le emozioni al posto delle visioni ideologiche, la mistica del capo, una percezione della realtà sempre più alterata, fino al punto di affidarsi, nella lotta al coronavirus, a una sorta di epidemiologia populista». Lawrence Rosenthal, direttore del Centro per gli studi sulla Destra politica Usa della University of California, un istituto che lui stesso ha fondato a Berkeley 11 anni fa, ha appena pubblicato negli Stati Uniti un saggio, Empire of Resentment, nel quale disegna la parabola della destra americana dal pragmatismo dei conservatori del Dopoguerra alla svolta liberista e antistatalista di Reagan alla rivoluzione dei Tea Party, all’avvento di Trump.

(Per restare aggiornato sulle elezioni americane........

© Corriere della Sera


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