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Umbria, concorsi truccati: Marini lascia la Regione per l’inchiesta, la svolta voluta da Zingaretti

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17.04.2019

Alla fine Catiuscia Marini si è dimessa. Ma prima di annunciarlo pubblicamente sembra voler prendere tempo e allora in serata, quando la governatrice non ha ancora parlato con la stampa, ne dà notizia, con un comunicato in cui la ringrazia, Nicola Zingaretti. Il leader Pd non vedeva l’ora di chiudere la questione. Soprattutto perché per tutto il giorno Di Maio e gli altri Cinque Stelle avevano attaccato duramente il segretario per questa storia. L’Umbria perciò andrà alle elezioni anticipate in autunno (forse ottobre) e la Lega prepara la sua corsa alla presidenza di quella regione. Già oggi Matteo Salvini sarà a Perugia per un’iniziativa in vista delle amministrative.

La svolta viene decisa in mattinata. Al Nazareno. «Così non reggiamo»: Zingaretti è preoccupato per la piega che sta prendendo la vicenda umbra e lo confida ai suoi. «Serve un nuovo corso, Marini deve fare un passo indietro», dice ai fedelissimi. Fino all’altro ieri la dirigenza del Pd, anche di fronte alle rassicurazioni di Marini, sembrava intenzionata a lasciare la governatrice al suo posto per non regalare l’Umbria alla Lega che sta triplicando i suoi voti in quella regione. Quindi ieri la svolta. Diversi i motivi: lo stillicidio mediatico e gli attacchi grillini, innanzitutto. E gli ultimi sondaggi della Swg rappresentano un’ulteriore spinta in questo senso. Secondo quelle rilevazioni l’effetto Zingaretti sembra esaurirsi dopo questo scandalo: i 5 Stelle sorpassano nuovamente il Pd, che perde lo 0,6 per cento rispetto alla settimana scorsa. Il pressing su Marini viene affidato al neo commissario Walter Verini, che ha un colloquio a quattro occhi con la presidente: «Catiuscia, è una questione d’opportunità politica...».

L’ipotesi che viene prospettata all’inizio è questa: prima la governatrice si sospende e poi si dimette, in modo che si vada a votare a scadenza (cioè, nel 2020) dando il tempo al Partito democratico di riaggiustare i cocci. Ma........

© Corriere della Sera