We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close
Aa Aa Aa
- A +

Martelli: «Io e De Michelis in competizione. Ma lui era sempre più preparato degli esperti»

2 0 0
11.05.2019

Claudio Martelli, qual è stata la sua prima reazione alla notizia?

«La prima cosa che mi viene da dire, vedendo i ritratti che stanno facendo i media, è che il modo più ingiusto e più stupido di ricordare De Michelis è quello di alludere alla sua passione per le discoteche o a qualche interrogatorio con Di Pietro. È stato un politico importante, un grande ministro».

Al governo per 12 anni.

«Era straordinario. Lo è stato quando ha fatto la prima esperienza alle Partecipazioni statali. Basti dire del sodalizio con Marisa Bellisario e del lancio di Itatel cioè di una impresa pubblica nel settore allora più innovativo, quello delle telecomunicazioni. Lui sfidò anche le timidezze dei privati, e, segnatamente, della Fiat e di Romiti, con cui si aprì un contenzioso piuttosto aspro. È stato grande da ministro del Lavoro, l’autore del decreto della notte di San Valentino che tagliò tre punti di scala mobile. Quello a cui seguì il referendum voluto da Berlinguer e vinto da Craxi. Poi è stato un ottimo ministro degli Esteri, basti ricordare che è stato coautore, con gli altri colleghi europei, del trattato di Maastricht. Era vulcanico, intelligente, calato nella contemporaneità».

E amava le discoteche...

«Gianni aveva anche un tratto fanciullesco, una certa ingenuità. Si esponeva alle contestazioni. Lo accusavano di frequentare le discoteche, e non si capisce........

© Corriere della Sera