We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close
Aa Aa Aa
- A +

Il Pd: nessun caso poltrone, puntiamo al rinnovamento

2 0 0
03.09.2019

IL NUOVO GOVERNO

Il Pd: nessun caso poltrone, puntiamo al rinnovamento

di Maria Teresa Meli03 set 2019

Il Pd ha dovuto compiere il secondo atto di generosità nei confronti di Luigi Di Maio. L’altro giorno Dario Franceschini si è sfilato dalla vice premiership, ieri Andrea Orlando, che la sera prima era ministro degli Esteri, ha rinunciato alla Farnesina perché solo un dicastero di peso poteva placare le ansie di Di Maio e risolvere i problemi dei 5 Stelle. Ma non di sola generosità si tratta. Il Pd ha tutto l’interesse a far sì che questo governo non nasca già azzoppato e, quindi, destinato a vita breve. «Sarebbe esiziale per noi, ma anche per il Paese, perché vorrebbe dire precipitare nel voto anticipato di qui a qualche mese», spiegano al Nazareno. Dove ieri sera attendevano che Conte sbrogliasse l’ultima grana: quella del sottosegretario alla presidenza del Consiglio: «Affari del premier e dei grillini, noi abbiamo dimostrato di non fare problemi di poltrone». Come a dire: lo stesso non si può dire dei nostri alleati.

Ma i vertici del Partito democratico sanno che comunque l’avventura governativa non sarà una passeggiata. Sono perfettamente consci del fatto che l’obiettivo finale dei grillini è quello di fagocitarli: «Vorrebbero fare con noi quello che i leghisti hanno fatto con loro», spiegano al Nazareno. Anche per questa ragione, Zingaretti e Orlando, agendo di concerto, hanno deciso che nella squadra di governo del Pd, dei precedenti governi di centrosinistra ci sarà solo il capo delegazione Dario Franceschini. Questo, sottolineano al Pd, perché una persona di esperienza ci vuole vista la «delicatezza» dell’operazione. Per il resto, la parola d’ordine del segretario è «rinnovamento». E la rinuncia di Orlando è servita anche a questo.

«Rinnovamento» significa, in pratica, che non ci saranno esponenti dem che hanno guidato un dicastero negli esecutivi Letta, Gentiloni e Renzi. «Dobbiamo giocare la partita al meglio — dicono al Nazareno — e far apparire loro vecchi e usurati e noi nuovi». Il che, naturalmente, non........

© Corriere della Sera