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Gentiloni: «5 Stelle pericolosi come la Lega. Si rischia l’Italexit»

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15.05.2019

Paolo Gentiloni, la tensione nel governo è altissima e lo spread torna a salire.

«Io trovo che sia un fatto davvero colossale che un vicepremier dica “tireremo dritto sul debito, che sia 130 o 140% del Pil” — dice l’ex premier e presidente del Pd —. Come dire 200 miliardi in più o in meno chi se ne frega. Inaudito. Mi dispiace fare la Cassandra, però non siamo mai stati così isolati e a rischio in Europa. Da essere ai margini, come siamo già, a trovarsi fuori, il passo potrebbe non essere così lungo e il bivio per l’Italia potrebbe arrivare già a fine anno».

Sta paventando una Italexit?

«Ho un po’ di timore a pronunciare questo nome, Italexit, però vedo un isolamento totale. E siccome a Bruxelles non ci saranno ribaltoni, checché ne dica la propaganda del nostro governo, alla fine il rischio che a ribaltarsi sia l’Italia è crescente. È vero che i due vice apparentemente hanno cambiato idea. Quello in maglietta non ha più la maglia “usciamo dall’Euro” e quello in cravatta non chiede più il referendum contro l’Unione, ma rimane il fatto che l’unico documento ufficiale prodotto da questo governo fu redatto dall’allora ministro Savona e diceva esplicitamente che la Ue doveva radicalmente cambiare strada e che se questo non si fosse verificato l’Italia non poteva che uscirne. Si può decidere di uscirne ma si può perfino finire fuori senza averlo deciso».

In che senso, scusi?

«Non credo che David Cameron volesse l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, eppure passerà alla storia per questo».

Intanto il Pd chiede «elezioni subito». Fa sul serio o è propaganda elettorale?

«Chiediamo che il governo vada a casa. Lo facciamo al di là degli interessi di partito perché onestamente se uno guardasse solo a quelli forse avere più tempo sarebbe conveniente. Io lo dico pensando con preoccupazione all’Italia. Non è per calcolo che diciamo che se ne devono andare il prima possibile, perché un governo più pericoloso di questo è difficile immaginarlo».

È sicuro che non ci sarà un ribaltone a Bruxelles?

«L’Unione Europea è governata da decenni dalle due grandi famiglie europeiste: i socialisti e democratici e i popolari. Nella prossima legislatura probabilmente ci saranno anche i liberali (con Macron, ndr) ma il mainstream a Bruxelles non cambierà».

Italia isolata, dice lei, ma il governo gialloverde lo nega.

«Se guardiamo ai 27 governi dell’Unione Europea noi non abbiamo governi amici se non alcuni Paesi come la Polonia o l’Ungheria con i quali non abbiamo alcun interesse comune. Ho sentito qualche giorno fa Salvini esaltare l’Ungheria di Orbán perché le tasse per le imprese sono al 9 per cento. Provasse a dire una cosa del genere a migliaia di lavoratori di imprese italiane che si sono........

© Corriere della Sera