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Perché Nadal-Medvedev è stata la partita più bella dell’anno (e ci insegna una cosa fondamentale)

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09.09.2019
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9 settembre 2019 (modifica il 9 settembre 2019 | 13:05)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nadal-Medvedev è stata la partita più bella dell’anno. Per due ragioni. La prima, di natura piuttosto irrazionale ma altrettanto fondata, è che l’altra candidata al titolo, non si è mai giocata. Non esiste, non risulta. Non c’è mai stata la finale di Wimbledon 2019, non ci sono mai stati quei due match point che se realizzati avrebbero consacrato Lui come più grande di tutti i tempi, non c’è stato quell’epilogo così crudele per Il più amato di tutti. La stragrande maggioranza del mondo federeriano ragiona così, o almeno finge di farlo, perché non si è ancora ripresa dal trauma. Neppure lui, se per questo. Federer è arrivato a New York ancora scarico e con poche gambe. Nonostante un tabellone da sogno non ha mai dato a chi guarda le partite per intero — gli highlights delle partite di tennis e di qualunque altro sport dovrebbero essere evitati come la peste — la sensazione di poter arrivare fino in fondo.

La seconda ragione sta nella qualità del gioco che si è vista ieri nella finale degli Us Open, testimoniata anche dai numeri e dal saldo positivo tra colpi vincenti ed errori gratuiti dei due giocatori. Nadal: 62-46. Medvedev: 75-57. Qualità eccelsa. Aggiungere anche il fatto che si è giocato........

© Corriere della Sera