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Il disastro annunciato del Morandi

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12.08.2019

Uno dei momenti conclusivi della demolizione (Arata/Fotogramma)

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12 agosto 2019 (modifica il 12 agosto 2019 | 21:11)

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Non è una festa, non deve esserlo e non lo sarà mai. Ci sono state troppe celebrazioni intorno al ponte Morandi. Quest’anno appena trascorso è stato fin da subito scandito da annunci, propositi ambiziosi, visite di ministri e primi ministri, come se la ricostruzione del viadotto dovesse assumere sembianze da marcia trionfale. Anche la sua recente demolizione, trasformata in evento mediatico, è stata un happening con catering e politici di governo a farsi selfie, mentre intorno a loro c’era anche tanta gente che piangeva, perché per i genovesi quella striscia d’asfalto sulle loro teste era un motivo d’orgoglio, non solo un elemento abituale del paesaggio. Dal 14 agosto 2018 a oggi, la comunicazione sul seguito di questa tragedia è stata fatta con il megafono, diffondendo fiducia e ottimismo a piene mani, facciamo sistema, siamo una squadra fortissima, tutto rinascerà più alto e bello che prima. C0me se ci fosse un non detto, una realtà da nascondere tramite la grancassa della ricostruzione. D’accordo, quello di non deprimersi è un buon proposito. Ma anche raccontarsi le cose come stanno dovrebbe essere sempre un buon punto di partenza per un nuovo inizio.

Il crollo alle........

© Corriere della Sera