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Chi vince, chi perde con il voto

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04.09.2019

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3 settembre 2019 (modifica il 3 settembre 2019 | 23:18)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’interesse primario di restare al governo val bene una mezza uccisione del padre. In senso metaforico e freudiano, s’intende. Dopo la giornata di ieri il M5S entra in terra sconosciuta, con un nuovo rimescolamento di questo partito che ancora non è tale, ma al tempo stesso agisce come la vecchia Democrazia cristiana, senza seminare morti e feriti al suo interno, cercando almeno in apparenza di tenere tutto insieme, vincitori e vinti di giornata. Oggi più che mai il futuro del movimento è un’ipotesi. L’anima pragmatica del M5S ha prevalso ancora una volta, ma non è stato un passaggio indolore, perché questa volta ognuno dei protagonisti lascia qualcosa di se per strada, che sia potere, rilevanza, o anima. E i sorrisi molto tirati del capo politico e dell’Erede valgono più di ogni altro discorso.

Bilancio agrodolce
Davide Casaleggio paga forse il prezzo più alto. Chi lo conosce sa bene quanto la figura di Gianroberto influenzi ancora il suo comportamento e le sue decisioni. Certo, una giornata........

© Corriere della Sera