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Sadiq Khan, il sindaco che sfida Trump

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08.06.2019

«Siamo orgogliosi di avere il primo sindaco musulmano di una grande metropoli occidentale»: e a proclamarlo nei giorni scorsi non è stato soltanto il leader laburista Jeremy Corbyn, suo compagno di partito, ma anche esponenti del governo conservatore. Perché Sadiq Khan non è semplicemente il primo cittadino di Londra: è una bandiera della Gran Bretagna multietnica e multiculturale, l’icona vivente di una città cosmopolita e variopinta, dove ormai oltre il 40 per cento di chi ci vive non è bianco.

Scambio d’accuse

Ed è proprio per ciò che rappresenta e per i valori che incarna che Sadiq Khan è diventato il bersaglio di Donald Trump, la sua (poco) magnifica ossessione. Fra i due è molto tempo che scorre cattivo sangue: già l’anno scorso il sindaco aveva benedetto le proteste organizzate a Londra per la visita del presidente americano, dopo che questi lo aveva più volte attaccato sui temi della sicurezza, accusandolo di essere debole nei confronti del terrorismo. E nei giorni scorsi i due sono verbalmente venuti alle mani: con Kahn che ha dato a Trump del fascista e The Donald che ha bollato Sadiq come «un perdente senza speranza». Il problema, per il presidente del muro anti-immigrati e del bando anti-Islam, è che Kahn è l’incarnazione di una possibile integrazione di successo delle minoranze e dei musulmani nella società europea. Sadiq è il figlio di un autista d’autobus arrivato dal Pakistan, cresciuto in un alloggio popolare assieme a una famiglia numerosa: ma che è riuscito ad andare all’università, a laurearsi in legge e a diventare un avvocato e un politico di successo.

Le posizioni

Kahn è di origine pakistana, ma è un britannico al 100 per cento, come lo sono ormai gli immigrati di seconda e terza generazione. E quando tempo fa durante una visita in Pakistan un giornalista gli chiese stupidamente come si sentisse a essere tornato nella terra d’origine, lui gli rispose «I am South London, mate!», che più o meno si può tradurre con «ah bello! Io sono di Londra Sud!». E tutto questo senza rinnegare la fede degli avi: Sadiq frequenta regolarmente la moschea e pratica il digiuno durante il Ramadan, oltre ad aver cresciuto nella fede islamica le due figlie (che ovviamente vanno vestite come le tipiche teenager londinesi, cosa che fa la grande maggioranza delle giovani musulmane). Ma Khan è un islamico «ecumenico»: il giuramento da sindaco, tre anni fa, lo ha prestato durante una cerimonia inter-religiosa alla presenza di sacerdoti cristiani e rabbini........

© Corriere della Sera