Londra, da Giorgio Locatelli nella National Gallery al menu di chef Mazzei per Carlo III: viaggio nella nuova cucina italiana |
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Come sta cambiando la ristorazione tricolore nella capitale inglese, che punta sempre più su genuinità e di qualitÃ
àstato un anno di svolta, quello appena trascorso, per la ristorazione italiana a Londra: e non solo per la chiusura della «Locanda Locatelli», il locale stellato dellâeponimo chef Giorgio, che ha quindi preso in mano il ristorante della National Gallery («uno dei nostri migliori acquisti, accanto ai Canaletto», ha chiosato il direttore Gabriele Finaldi). Câè che lâofferta gastronomica tricolore in riva al Tamigi si è mossa con decisione verso lâuscita da una proposta generica, che nella maggior parte dei casi finiva col mancare di autenticità (per non parlare di quelle insegne, anche blasonate e stellate, dove dietro lâidea così come ai fornelli non câè in realtà nessun italiano).Â
E allora in questa direzione la novità più importante è stata lâapertura, nella sontuosa cornice del Corinthia Hotel, a due passi da Trafalgar Square, di «Mezzogiorno» di Francesco Mazzei, lo chef punto di riferimento storico a Londra: come indica il nome, un ristorante che mira a valorizzare specificamente la cucina del nostro Sud, dalla Calabria (terra dâorigine di Mazzei) alla Puglia alla Campania. Una proposta «tradizionale, paesana», dice lui, sublimata nella «polpetta di Zia Maria» (ispirata dalla vera zia dello chef), ma che non esclude puntate più audaci, come le capesante scozzesi abbinate alla nduja. Perché in realtà (causa anche la Brexit), il 70 per cento dei prodotti utilizzati nella cucina di Mezzogiorno sono britannici: ed è un menu che nasce come evoluzione del........