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Indagini ed esposti. La crociata morale di Gordon Brown (anche contro l’ex vice)

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26.02.2026

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Indagini ed esposti. La crociata morale di Gordon Brown (anche contro l’ex vice)

L’ex premier sta setacciando personalmente gli Epstein files a caccia di documenti su Mandelson e Andrea Mountbatten-Windsor

 L’allora primo ministro Gordon Brown con il suo segretario di Stato per le imprese Peter Mandelson a Londra nel 2010 (Getty)

DAL NOSTRO CORRISPONDENTELONDRA - È una vera crociata morale quella lanciata da Gordon Brown, il successore di Tony Blair e premier laburista dal 2007 al 2010: perché c’è soprattutto lui dietro l’arresto dell’ex principe Andrea e di Peter Mandelson, l’ex ambasciatore britannico a Washington.

Negli ultimi mesi Brown è stato preso come da un sacro furore: si è messo a spulciare personalmente nei file di Jeffrey Epstein (con l’aiuto della cognata giornalista) alla ricerca di prove contro Andrea e Mandelson, ha mandato esposti alle polizie di mezza Inghilterra, ha scritto articoli di denuncia su giornali e riviste per sollecitare inchieste. E non accenna a fermarsi.

La prima mossa l’ha fatta lo scorso settembre, quando erano emerse le prime email che mostravano un livello di confidenza fra Mandelson e Epstein fino ad allora sconosciuto: Brown scrisse all’allora capo di gabinetto del premier Keir Starmer per chiedergli la corrispondenza fra ex ministri ed Epstein (ma venne informato che non esistevano messaggi di quel tipo). 

L’ex primo ministro si è però scatenato da inizio febbraio, quando è stato rivelato che Mandelson aveva passato segreti governativi a Epstein: Brown ha affidato un articolo alle colonne del Guardian, il quotidiano della sinistra, dove scriveva che gli era «difficile trovare le parole per esprimere la mia revulsione di fronte a ciò che è stato scoperto su Epstein e il suo impatto sulla nostra politica». E concludeva che «è venuto il momento di fare luce». 

Ma era lui stesso a mettersi in caccia: pochi giorni dopo, in un articolo sul settimanale New Statesman, rivelava che «nell’ultima settimana, mi sono messo a scavare a fondo nei file di Epstein; ciò che ho scoperto sugli abusi di donne da parte di predatori maschi e dei loro facilitatori mi ha scioccato nel profondo».

Brown riferiva che «un certo numero di ragazze britanniche erano su 90 voli organizzati da Epstein a partire da aeroporti britannici» e sosteneva che «Epstein era stato in grado di usare l’aeroporto di Stansted per far arrivare ragazze da Lettonia, Lituania e Russia, vantandosi di quanto fosse economico quell’aeroporto rispetto a quello di Parigi». E concludeva che, a suo parere, la polizia doveva parlare con Andrea per verificare cosa ne sapesse di tutto ciò.

Ma l’ex premier non si è limitato a scrivere sui giornali: ha mandato anche un esposto di cinque pagine a ben sei forze di polizia che coprono gli aeroporti che sarebbero stati usati da Epstein. E pochi giorni dopo sono scattati gli arresti per Andrea e Mandelson, entrambi accusati di abuso d’ufficio.

Brown sta conducendo questo lavoro investigativo di persona, da vero detective, ma viene assistito da una giornalista, Claire Rewcastle, che è sposata a suo fratello Andrea. In aggiunta, dopo che è emerso il suo interesse per lo scandalo, è stato contattato da molte persone che offrivano segnalazioni.

La cosa ironica, ha fatto però notare il Guardian, è che quando era a Downing Street Brown reagiva con furia agli articoli critici che provavano a offrigli suggerimenti, mentre adesso è lui che dispensa consigli a tutti, provocando anche una certa irritazione nelle file dell’attuale governo. 

Personaggio chiuso, scontroso, animato da un forte senso etico, a Brown i soldi non sono mai interessati: dopo aver lasciato il governo, non si è imbarcato in una lucrosa carriera come ha fatto Blair, che è diventato multimilionario. Ma c’è chi dice che la sua crociata sia animata da un inconscio senso di colpa: era stato proprio Brown a riportare Mandelson al governo e a farne il suo vicepremier di fatto, nonostante fosse stato avvertito che era una nomina rischiosa. Forse lo scozzese presbiteriano che è in lui intende espiare in qualche modo.

In questi ultimi anni, Brown ha preso a cuore diverse cause: ha reclamato una nuova inchiesta sulle intercettazioni telefoniche da parte dei giornali di Rupert Murdoch, ha fatto campagna contro il tetto di due figli per gli assegni sociali e si è schierato contro il suicidio assistito. «Gordon vede tutto come una crociata morale», ha detto una fonte laburista al Guardian. 

Per il momento, pare che sia contento di come la polizia stia conducendo le indagini sullo scandalo Epstein e intanto sta preparando l’uscita di un libro per settembre e altre iniziative sulla fiscalità. Ma, come riferisce il Guardian, «sulla roba di Epstein è lui a guidare e a dettare l’agenda».

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