Urbanistica a Milano, il tribunale del Riesame: nessuna induzione indebita sul grattacielo detto «Pirellino»
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Urbanistica a Milano, il tribunale del Riesame: nessuna induzione indebita sul grattacielo detto «Pirellino»
Per i pm nella primavera 2023 l’assessore Tancredi, facendo proprie le richieste di Catella e del progettista del grattacielo Stefano Boeri che altrimenti minacciavano la «rottura» delle relazioni col Comune
Era l’ultimo dei tentativi dei pm milanesi dell’urbanistica di ribaltare la debacle cautelare dell’estate 2025 sugli arresti, poi appunto annullati, di indagati come l’assessore comunale Giancarlo Tancredi e l’immobiliarista Manfredi Catella, e ieri il Tribunale del Riesame l’ha rigettato. Per i pm nella primavera 2023 l’assessore, facendo proprie le richieste di Catella e del progettista del grattacielo «Pirellino» Stefano Boeri che altrimenti minacciavano la «rottura» delle relazioni col Comune, e riferendo che «ovviamente» anche il sindaco Sala (coindagato) fosse stato informato da Boeri per averne l'appoggio, aveva fatto «induzione indebita a dare o promettere utilità» sul presidente della Commissione Paesaggio, Giuseppe Marinoni. Il gip Mattia Fiorentini aveva negato gli arresti di Tancredi (difeso da Giovanni Brambilla Pisoni) e Catella (assistito da Francesco Mucciarelli e Adriano Raffaelli), ravvisando che Marinoni si fosse sì piegato a un parere più favorevole, ma solo per sudditanza, senza anche quel vantaggio personale richiesto dalla norma. Ora il Riesame conferma il rigetto e va oltre: «Una cosa è un'allarmante contiguità e familiarità tra i privati (legittimi portatori di interessi speculativi) e i pubblici ufficiali deputati all’interesse pubblico, altra cosa è invece ricostruire la subordinazione al perseguimento di uno specifico indebito vantaggio», di cui non c’è «alcun elemento concreto».
E’ vero che Tancredi e Marinoni nelle chat «esplicitano l'interesse degli organi politici ad una decisione concordata con Catella, tuttavia mai viene prospettato che Marinoni debba cambiare opinione perché in debito di riconoscenza o in vista della successiva riconferma».lferrarella@corriere.it
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