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I magistrati di Milano e il referendum sulla giustizia: «Riforma inutile e punitiva». Nordio: «Non è contro di voi, discutiamo dei miglioramenti»

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31.01.2026

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Inaugurazione dell'anno giudiziario, Ondei sbotta su giudici non abbastanza terzi e imparziali: «Questa affermazione non è accettabile!». Nanni: «Stiamo sprecando tempo e risorse»

Il «non è accettabile!» del presidente della Corte d’Appello di Milano, Giuseppe Ondei, e il «stiamo sprecando tempo e risorse» della procuratrice generale, Francesca Nanni, segnano la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario di fronte al promotore – il ministro della Giustizia, Carlo Nordio - di quella riforma costituzionale della separazione delle carriere di giudici e pm, del sorteggio dei componenti del Csm e dello scorporo della giustizia disciplinare a una nuova Alta Corte, che entrambi i vertici del distretto valutano «ininfluente», e che Nanni giudica anche «una punizione che non ci meritiamo». Il ministro ammette che la riforma non migliorerà tempi ed efficienza, ma ne difende il “carattere consustanziale” al processo accusatorio introdotto nel 1989, pur aprendo a correttivi al momento dei decreti attuativi se dovesse vincere il sì al referendum del 22 e 23 marzo.

«Il totale delle spese di funzionamento dei cinque uffici giudiziari che lavorano all’interno del Palazzo di Giustizia di Milano, 168 milioni e 898.000 euro, è stato – conteggia il presidente della Corte d’Appello, Ondei - inferiore al totale delle entrate generato da questi uffici, 172 milioni e 45.000 euro, uffici che dunque, pur non essendo enti economici, hanno generato un avanzo attivo annuo di circa 3 milioni di euro ovviamente tutto devoluto a livello nazionale al Fondo Unico Giustizia: la notizia, allora, è che la Giustizia a Milano non è un parassita economico!». Via gli stereotipi, prova ad additare Ondei, che anche rispetto alla riforma costituzionale si concentra a «fare chiarezza tecnica su alcuni aspetti del tutto fuorvianti perché nulla hanno a che vedere con quelli che saranno gli effetti della riforma» costituzionale.

Ondei ragiona sulla domanda se la riforma «potrà dare al sistema giustizia un giudice più terzo e più imparziale», come propugnano i sostenitori del “Sì” al referendum del 22 e 23 marzo: ma «la risposta positiva alla domanda si fonda sul presupposto........

© Corriere della Sera