Fuga di notizie sui verbali 2020 di «Loggia Ungheria»: Amara assolto, Armanna condannato per aver calunniato un funzionario del Viminale

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Fuga di notizie sui verbali 2020 di «Loggia Ungheria»: Amara assolto, Armanna condannato per aver calunniato un funzionario del Viminale

Due anni e 6 mesi all’ex dirigente Eni: per la giudice incolpò falsamente Filippo Paradiso, già negli staff di Salvini-Piantedosi e Casellati. L’ex avvocato rinviato invece a giudizio a Brescia per calunnia del magistrato ex Csm Galoppi

Armanna condannato e Amara assolto. Condannato l’ex dirigente Eni Vincenzo Armanna a 2 anni e 6 mesi anni per aver calunniato (quale fonte della primissima fuga di notizie sui verbali di Amara relativi a «Loggia Ungheria») il funzionario di polizia Filippo Paradiso, già in servizio nelle segreterie dell’ex ministro dell’Interno all’epoca Salvini-Piantedosi-Sibilia e dell’ex presidente del Senato Elisabetta Casellati; assolto invece per non aver commesso il fatto l’ex avvocato Eni Piero Amara dall’accusa di rivelazione di segreto su quei verbali. Finisce così in primo grado a Milano il processo che ha provato (senza riuscirci) a capire come Armanna già il 17 febbraio 2020 potesse avere sbandierato ai pm Laura Pedio e Paolo Storari una pagina pdf vera di uno dei (veri ma allora segretissimi) verbali che Amara stava rendendo su «Loggia Ungheria»: e cioè almeno due mesi prima della fuga di notizie innescata dalla consegna nell’aprile 2020 dei verbali word dal pm Paolo Storari al consigliere Csm Piercamillo Davigo, e 8 e 12 mesi prima dell’invio anonimo dei verbali a Il Fatto Quotidiano e Repubblica.

I pm milanesi subentrati a Pedio-Storari, e cioè Stefano Civardi e Monia Di Marco, al momento del rinvio a giudizio avevano ipotizzato che la fuga di notizie fosse partita da Amara stesso, il quale (in uno dei tanti giochi di specchi di cui è stato protagonista nei tribunali di tutta Italia) a loro avviso aveva filmato in Procura con una microcamera nascosta il 25 gennaio 2020 i propri verbali con la scusa di rileggerli nell’ufficio di Pedio in presenza di un finanziere di provata lealtà (morto nel frattempo) e del codifensore Francesco Montali, e poi ne aveva dato almeno una pagina al suo sodale Armanna. Costui il 17 febbraio 2020 l’aveva sventolata agli sbalorditi Pedio e Storari, falsamente indicando loro che a passargliela fosse stato Paradiso. 

Il (non) film di Amara

Il primo segmento di questa ipotizzata ricostruzione, e cioè il ruolo di Amara, non è stato provato dall’istruttoria. Inoltre la pm Pedio, ora alla guida della Procura di Lodi, e alla quale Amara ha usato la cortesia (con il consenso delle altre parti) di non farla venire in aula come teste ma di accettarne l’invio di una lettera con il richiamo alle varie relazioni già in atti, nella missiva ha scritto di non ricordare chi (nel........

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