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Risparmiateci prove di forza

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27.05.2019

I giorni del grande gelo e dell’incomunicabilità sono stati interrotti da Matteo Salvini, nella notte del suo trionfo personale, con un sms. Era necessario rassicurare Luigi Di Maio, confortarlo con la promessa che nulla cambierà per il governo, che «si va avanti per quattro anni». Il leader della Lega, nuovo dominatore della scena politica italiana, sa che non è vero, che le cose non stanno così: nulla sarà più come prima.

Non lo sarà per il Movimento Cinque Stelle che deve prendere atto di una verità indiscutibile: dopo un anno di governo i suoi voti si sono, in percentuale, quasi dimezzati mentre quelli del suo alleato-rivale sono raddoppiati. L’alleanza giallo-verde fa benissimo alla Lega e malissimo al Movimento. Di Maio l’aveva capito chiaramente negli ultimi mesi e aveva cercato di reagire contestando sistematicamente ogni progetto e ogni idea del gemello vicepremier. Il risultato è stato un governo trasformato in un campo di battaglia: scontri quotidiani, ministri intenti a non fare nulla, attività collegiale dell’esecutivo paralizzata.

Da oggi le alternative per il leader del Ms5 sono abbastanza scontate: continuare in una guerriglia sempre meno efficace o rassegnarsi a una posizione subalterna per salvare posti di potere e legislatura. Sempre che nel Movimento non si apra una contestazione così forte da ridimensionarne ruolo e ambizioni.

Ma come può andare avanti un’alleanza in queste condizioni? Come può affrontare una prova decisiva come quella della manovra economica autunnale, con gli altri leader europei pronti già da ora a contestarci e a isolarci sul fronte dei conti? Lo scenario di un’Italia emarginata e in difficoltà è molto probabile. Affrontarlo con un governo in preda a convulsioni continue sarebbe un comportamento davvero irresponsabile verso il Paese.

Matteo Salvini è senz’altro consapevole dei........

© Corriere della Sera