Le mire (opposte) di Arabia ed Emirati, il ruolo degli Houthi: cosa succede nello scacchiere dello Yemen

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Non solo la penisola araba: le mosse degli attori presenti nel Paese, diviso da un decennio, rientrano nel Grande Gioco di un'area che va da Israele al Corno d'Africa

Un miliziano degli Houthi di guardia mentre centinaia di studenti universitari partecipano a una manifestazione contro Israele, a Sana'a, capitale dello Yemen, lo scorso ottobre (Epa)

Mosse e contromosse nel conflitto tra Arabia Saudita ed Emirati nello Yemen. Martedì Riad ha condotto raid sul porto di Mukalla prendendo di mira un paio di cargo che avevano trasportato blindati, un carico spedito dagli emiratini in favore dell'Stc (Consiglio di Transizione del Sud), la fazione che punta al controllo totale della parte sud del Paese.

Il bombardamento è stato accompagnato da un comunicato dove i sauditi hanno definito l’offensiva una minaccia alla sicurezza nazionale. Parole dure, con riferimenti a linee rosse che non possono essere violate. Gli Emirati hanno risposto dichiarandosi sorpresi delle accuse, si sono detti pronti ad evitare un’escalation ed hanno infine annunciato la partenza del contingente che era impegnato nella missione «antiterrorismo» al fianco dell’Stc. Una decisione simbolica seguita da un annuncio più concreto: le forze governative affiancheranno quelle separatiste nelle zone conquistate. Un segnale per allentare la tensione ma da comprendere se avrà impatto su una situazione esplosiva.

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