Il procuratore Melillo e la frase sui crimini di Israele contro Gaza: «Valutazioni giuridiche»

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Le considerazioni di Giovanni Melillo avevano sollevato la reazione del capogruppo di Forza Italia al Senato Gasparri, che si era detto «incredulo» e «sconcertato». Il procuratore: «Io in politica? Proposi una norma per evitarlo»

Il ministro dell’Interno è convinto di aver compreso subito e in maniera corretta le parole del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, a proposito di un’indagine sui finanziamenti italiani ad Hamas che nulla toglie ai crimini di cui è accusato il governo israeliano nelle sua risposta alla strage del 7 ottobre 2023. «Io le interpreto positivamente», ha detto Matteo Piantedosi in un’intervista al Tg5, perché di fronte a chi «in questi mesi ha ritenuto che si potesse giustificare tutto in considerazione delle critiche legittime» rivolte a Tel Aviv, la precisazione del magistrato dimostra che «al di là della posizione del governo di Israele», i fatti per cui sono scattati gli arresti in Italia «costituivano attività terroristiche».

Tanto basta al procuratore nazionale Giovanni Melillo, e al capo della Procura di Genova Nicola Piacente che con lui ha sottoscritto il comunicato finito sotto accusa, per sentirsi tranquilli: chi voleva capire ha capito. Anzi, il responsabile del Viminale ha voluto aggiungere di «annettere una certa importanza a quello che è stato detto». E pazienza se la postilla al disvelamento di un’inchiesta ad alto rischio di politicizzazione........

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