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Crisi, spunta il nome di Draghi Sullo sfondo la partita del 2022 per gestire l’operazione Colle

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21.08.2019
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20 agosto 2019 (modifica il 20 agosto 2019 | 23:41)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La maggioranza dei senatori lascia Palazzo Madama con la convinzione che Pd e M5S abbiano già l’accordo. È come se tutto fosse già fatto, tutto scontato. Ma la realtà si incarica di confutare una facile scommessa. Perché da una parte c’è l’intenzione del Quirinale di non dilatare i tempi della crisi, dall’altra c’è l’esigenza del Pd di non costruire soluzioni improvvisate «con un altro premier per caso». In mezzo c’è il rischio che la toppa politica si riveli peggiore del buco. Dunque servirà del tempo per quanto il tempo stringa, e serviranno — secondo le previsioni dei dirigenti dem — «almeno un paio di giri di consultazioni e un paio di settimane» per verificare la possibilità di formare un nuovo governo. Di Maio e Zingaretti, per esempio, dovranno finalmente incontrarsi, siccome non basteranno più gli sherpa a tenere i contatti, visto che finora........

© Corriere della Sera