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Una manovra da 16 miliardi per fare quadrare i conti

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20.09.2019

Il bilancio

Una manovra da 16 miliardi per fare quadrare i conti

di Federico Fubini20 set 2019

L’operazione è nelle sue fasi preliminari, tecniche e non ancora politiche, anche se i tempi sono stretti. Da quando è diventato ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri è come quei paracadutisti che devono toccare il terreno correndo. Giusto il tempo di rendersi conto di essere in un ambiente insidioso in cui va disegnata una mappa al più presto.

Quella mappa ha due pagine: la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Nadef), da varare probabilmente venerdì prossimo, e la legge di Stabilità di metà ottobre che sarà la nuova Commissione europea di Ursula von der Leyen a valutare. Dal primo documento dipende il secondo, perché è lì che il governo fissa gli obiettivi dei saldi del bilancio, dunque lo spazio per nuove politiche del governo e le dimensioni della correzione sui conti. Quanto a questo, sta già emergendo un’idea del livello di deficit massimo che sia compatibile con una valutazione positiva di Bruxelles: l’obiettivo per il 2020 dovrebbe andare al 2,2% del prodotto lordo (Pil), forse al 2,3% se i contatti con la Ue in questi giorni daranno frutti. Il problema è come arrivarci e come riempire di contenuti questa cornice.

Sarà un esercizio sul filo, sulla base della ricognizione di entrate e spese condotta dalla Ragioneria dello Stato in queste settimane. Tutte le forze della maggioranza si sono impegnate a non lasciar scattare l’aumento dell’Iva, dunque dovrebbero venir meno i 23,1 miliardi di gettito in più sulla carta previsti dall’imposta sul valore aggiunto. In questo caso il deficit per il 2020 salirebbe al 3% del Pil (dal 2% di quest’anno), ma resta ancora da finanziare almeno l’avvio delle politiche del governo: una prima riduzione delle tasse sul lavoro dipendente, nuovi incentivi all’investimento tecnologico nelle imprese (Industria 4.0), più posti negli asili nido pubblici. A questo punto il deficit salirebbe al 3,2%, almeno 16 miliardi sopra la soglia massima che (forse) può essere accettata a Bruxelles.

Questa è la cifra da reperire per far tornare i saldi: 16 miliardi di euro, attorno ai quali sarà strutturata la Legge di stabilità. Significa togliere dall’economia quasi l’uno per cento del suo fatturato di un anno, mentre la crescita è pari a zero e promette di restarlo sull’orizzonte prevedibile. È sulla sua composizione di questo pacchetto che Gualtieri affronterà la sua prima prova con la maggioranza.

Per adesso dal Tesoro arrivano indicazioni tecniche di un percorso da proporre ai partiti. Dai tagli di spesa non può venire molto più di un miliardo, perché la maggioranza esige che dalla revisione siano escluse voci pesanti come la sanità e gli enti locali; resterebbe da limare quasi solo il bilancio dei ministeri, peraltro già all’osso. Quanto alla lotta all’evasione — una priorità di questo governo — non possono essere messi in preventivo molto più di due miliardi di maggiori entrate: i meccanismi da mettere in opera sono probabilmente efficaci, ma ancora tutti da sperimentare. Quanto alle pensioni anticipate di quota 100 e al reddito di cittadinanza, per accordo politico fra M5S e Pd quelle restano voci di spesa intoccabili.

Inevitabile dunque che il........

© Corriere della Sera