We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close
Aa Aa Aa
- A +

Tregua (per ora) su Banca d’Italia

1 8 0
24.12.2019

Tregua (per ora) su Banca d’Italia

di Federico Fubini23 dic 2019

Stavolta nessuno, o quasi, soffia sulle ceneri ancora calde. Pochi provano a capitalizzare sul dissesto della Popolare di Bari per estrarre dal rancore qualche voto in più. Eppure non era andata sempre così. Quattro anni fa il crac di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, e Cariferrara era stato un punto di svolta: nell’indignazione per le perdite per almeno 200 mila fra azionisti e obbligazionisti, il Movimento 5 Stelle trovò un nuovo racconto politico. Persino Matteo Renzi maturò del rancore verso la Banca d’Italia, colpevole di aver gestito le prime crisi bancarie nel nuovo quadro delle regole europee; l’allora premier ne fu così scosso da rinviare per mesi nel 2016 l’inevitabile salvataggio di Mps. Due anni fa poi la liquidazione di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza fu una storia simile, anche per la Lega. Ancora a febbraio scorso, da vicepremier, Matteo Salvini raccontava ai risparmiatori che per quei due casi Banca d’Italia e Consob erano «da azzerare». I suoi consiglieri presentavano proposte di legge per togliere alla banca centrale le riserve auree.

L’intervista

Visco, Banca d’Italia: «Popolare Bari? Nulla da nascondere»

di Luciano Fontana

Adesso, almeno per il momento e almeno nel perimetro del mondo politico, i toni sono cambiati. Il populismo bancario è in fase di stanca. Di fronte all’ultimo scandalo c’è meno voglia di caccia all’untore. In un’intervista al direttore del Corriere Luciano Fontana ieri Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, ha reso conto del lavoro dei suoi a Bari: «Abbiamo fatto il nostro dovere e vigilato rispettando le regole», ha detto. «Naturalmente - ha aggiunto tra l’altro Visco - alla fine di un percorso si corre il rischio di emettere giudizi di autoassoluzione o di ragionare col senno di poi; noi facciamo il massimo per tenere sotto controllo le diverse situazioni».

finanza

Monte dei Paschi di Siena, altri due anni per dire addio alla crisi

di Stefano Righi

La difesa del governatore stavolta è accolta dalla Lega nel silenzio: non una sola voce di approvazione ma neanche le accuse di pochi mesi fa, quando Salvini bloccò per mesi la nomina di Alessandra Perrazzelli nel direttorio della banca centrale. La Lega ieri semplicemente non ha commentato. L’ex viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia, alla richiesta di un parere sull’analisi di Visco, non ha risposto. Misura le parole anche Carla Ruocco, la deputata dei 5 Stelle che molti vedono alla presidenza della prossima commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. «Quando si arriva a una crisi come quella di Bari non ci sono mai cause univoche, le responsabilità si possono ascrivere a vari fattori - osserva -. Visco dà il suo punto di vista e quadra, nelle misura in cui gli appartiene. Poi va messo in correlazione con quanto emergerà dalle indagini». Accenti diversi rispetto a quando la stessa Ruocco, nell’ottobre 2017, sosteneva: «Visco doveva dimettere al tempo degli scandali e vuotare il sacco»; o quando chiamava Palazzo Koch «Banda d’Italia».

L’INTERVISTA

«Da Carige a Popolare, così il Fondo interbancario ha tutelato i correntisti»

di Nicola Saldutti

........

© Corriere della Sera