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Manovra, dall’evasione alla plastica i dubbi di Confindustria e banche

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17.10.2019

Il commento

Manovra, dall’evasione alla plastica i dubbi di Confindustria e banche

di Federico Fubini16 ott 2019

«The Great Hack», uscito tre mesi fa su Netflix, racconta come Cambridge Analytica ricostruisse nei dettagli il profilo psicologico di ogni elettore. Le autorità fiscali in Italia non si preparano a fare lo stesso, se non altro perché garantiscono il pieno rispetto della privacy dei contribuenti. Giovanni Bossi però non può fare a meno di pensare a quel documentario, ora che la Legge di bilancio porta la lotta all’evasione nel 21esimo secolo con l’uso dei Big Data. «Lasciamo un’infinità di tracce digitali e l’intelligenza artificiale è capace di leggerle in un modo il cervello umano non potrebbe mai gestire», dice. Commercialista, banchiere di lungo corso, di recente Bossi ha lanciato Cerry: un’azienda che usa i Big Data per prevedere gli andamenti delle aziende e il recupero dei crediti in default. «Oggi il fisco potrebbe avere tutte le informazioni necessarie per trovare l’impossibile — sostiene Bossi —. Se i politici vogliono raggiungere risultati, oggi hanno gli strumenti».

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Si trova qui il crinale di una grande trasformazione che difficilmente può avvenire senza patemi. A Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Veneto, nel complesso piace questa legge di bilancio che stabilizza i conti e incentiva anche un po’ l’edilizia (anche grazie alla promessa di costruire nuovi asili nido). Bonomo riconosce anche che è tempo di usare i Big Data per capire quali imprese competono slealmente, ingannando il fisco. Ma lui, che è proprietario di un caffé-panificio di Asiago, avverte: «La lotta all’evasione è la parte della manovra che ci convince meno». Non piace agli artigiani la lotteria degli scontrini, che obbligherebbe gli esercenti a tenere il codice fiscale dei clienti. Non piace il moltiplicarsi dei pagamenti con carta, che allungherebbe in tempi e le code alle casse («e io pago più di 1.200 euro l’anno in commissioni alle banche», dice). Soprattutto, gli artigiani non apprezzano l’obbligo che si prospetta per gli autonomi con partita Iva a forfeit — quelli sotto i 65 mila euro di reddito — di tenere una contabilità analitica. «Come andare a caccia di uccellini con il bazooka», dice Bonomo.

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